SQUATTERS IN GALERA

Squatter sul tetto:sgombero di centro sociale a Torino
Sette
misure cautelari, di cui tre in carcere, tre ai domiciliari e un divieto di
dimora, oltre a 20 denunce a piede libero: questo il risultato di un’operazione
condotta dalla Digos di Torino (che ha interessato anche le province di Cuneo,
Mantova e Trento) contro l’area anarco-insurrezionalista, ritenuta responsabile
di circa 50 atti dimostrativi nel capoluogo piemontese nell’arco del 2008 e del
2009. La procura di Torino ha contestato diversi reati: associazione per
delinquere, istigazione a delinquere, resistenza a pubblico ufficiale,
interruzione di servizio pubblico, violenza privata, minacce, violazione di
domicilio, danneggiamento, deturpamento e imbrattamento di cose altrui. Secondo
gli inquirenti, le finalità delle attività delittuose erano di impedire la
regolare funzionalità dei centri di identificazione ed espulsione (Cie) per
cittadini extracomunitari e di impedire e ostacolare l’attività di formazioni
politiche e sindacali (quali la Lega nord, La Destra e la Cgil) ritenute in
contrasto coi loro scopi. Tra i numerosissimi episodi contestati, il più noto è
lo spargimento di letame all’interno del ristorante «Del Cambio», nel centro di
Torino, il 21 marzo dello scorso anno. Oltre a questo, particolare rilievo
mediatico hanno avuto anche le irruzioni al Museo egizio del giugno 2008, al
consolato greco nel dicembre 2008, alla lavanderia «La nuova» del marzo 2009 e
nella sede della Cgil del settembre 2009, oltre alle numerose istigazioni alla
rivolta nello stesso Cie di corso Brunelleschi, tutte sempre nel capoluogo
piemontese. Non mancano le aggressioni ai partiti politici, come ai banchetti
della Lega nord o alla sede del Partito democratico o della sede del comitato
elettorale di Mercedes Bresso che, ha affermato il procuratore capo Giancarlo
Caselli, «è fuori da questa inchiesta solo per ragioni cronologiche, ma è già
monitorata dall’autorità giudiziaria». «Le finalità delle attività delittuose
-ha spiegato il procuratore capo Giancarlo Caselli - erano quelle di impedire
la regolare funzionalità dei Cie, intervenendo illegalmente anche su soggetti,
enti e strutture pubbliche e private operanti, a vario titolo, nel medesimo
ambito, nonchè quella di impedire e ostacolare l’attività di formazioni
politiche e sindacali come Lega nord, La destra e Cgil, in contrasto con le
tesi e gli scopi propugnati dall’associazione a delinquere». Due delle persone
raggiunte da custodia cautelare in carcere «sono stati individuati -hanno detto
gli investigatori- come promotori, costitutori e organizzatori del sodalizio criminoso.
Nel corso dell’operazione, che ha comportato anche il sequestro di caschi, di
mazzette rompivetro sottratte ai treni e di uova di vernice, è stata perquisita
anche l’emittente radiofonica Radio Blackout, storico riferimento per il mondo
antagonista, che ha sede in via Cecchi a Torino. «Un nuovo attacco censorio e
intimidatorio - denunciano dall’emittente - che comunque non ci fermerà. La
perquisizione è durata oltre sei ore e ci ha impedito di andare in onda con il
nostro consueto palinsesto».
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