RINNOVARE LE ISTITUZIONI  
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TALPA TRUFFALDINA  A FIRENZE


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 Talpa (piuttosto topo) Tav 

Ero stato buon profeta prevedendo, oltre un anno fa, che i lavori del tunnel tav a Firenze avrebbero avuto un andamento poco lineare. La Prefettura, avendo prima consultato la Procura per evitare possibili interferenze, a metà 2011 aveva disposto accessi ai cantieri della Tav da parte dello speciale Gruppo interforze. I controlli sono stati effettuati sulle persone presenti, sui mezzi, e sulla documentazione di cantiere. Quanto è risultato dagli accessi è stato immediatamente messo a disposizione della procura fiorentina, per le valutazioni di sua competenza. La magistratura, che già aveva aperto un'indagine, ha operato in modo eccellente, tanto che nel mese di gennaio 2013 è stata sequestrata la “talpa”, la fresa che avrebbe dovuto scavare i 9 km del doppio tunnel sotto la città e sono indagate 31 persone — imprenditori, amministratori e dirigenti di società nonché funzionari e consulenti ministeriali — per reati che vanno dalla associazione a delinquere, alla frode in pubbliche forniture, alla truffa, all’abuso d’ufficio, alla corruzione. La politica locale, pur esprimendo la massima fiducia nell’azione della magistratura, ha auspicato che comunque l’opera continui ad essere realizzata. 

Vi sono senza dubbio in gioco importanti interessi pubblici, quali il miglioramento dei trasporti e la creazione di un volano per la crescita. Sono parimenti in gioco anche rilevanti interessi del consorzio di cooperative aggiudicatarie del lucroso appalto, la cui capofila recentemente ha chiesto il concordato preventivo con riserva. Il Presidente della Regione ha lamentato i mancati controlli degli organismi dello Stato, ricordando alcuni protocolli sottoscritti con le prefetture in tema di controlli antimafia. Come ho prima esposto i controlli, almeno da parte della prefettura di Firenze, ci sono stati, anche se non sono stati resi pubblici. 

Le opposizioni e i comitati anti tunnel tav cantano vittoria e chiedono l’abolizione dell’opera.

Attendiamo fiduciosi che l’inchiesta penale faccia chiarezza, poi le autorità, anche quelle centrali, finora assenti nella questione, decideranno il da farsi valutando il superiore interesse pubblico.


     

 
                                                    Paolo Padoin
                          




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