RINNOVARE LE ISTITUZIONI  
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LAUREE COME? 


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    Un’inchiesta del TG1, trasmessa il 30 agosto in un servizio intitolato “dottori a tempo di record”, ha provato che in alcune Università non statali si otterrebbero lauree superveloci. Secondo il servizio il 3% delle lauree conseguite in Italia sarebbero superveloci.
    L’inviata si è finta studentessa interessata a raggiungere nel più breve tempo possibile la laurea e, secondo quanto riferisce il Corriere della Sera del 31 successivo, vi sarebbero “matricole diventate dottori nel giro di un anno e mezzo, esami anche molto difficili superati senza problemi grazie al sistema dei crediti, che consente di “commutare” in voti attività extrauniversitarie di vario genere. L’articolo in questione si può leggere sul sito del Miur, nella rassegna stampa del 31 agosto:
http://rstampa.miur.it/rassegna/rassegna.asp.

    Immediata è stata la reazione del Ministro che, in un comunicato diramato la sera stessa, ha fatto sapere che chiederà alla Procura della Repubblica di Roma di acquisire copia dell’inchiesta giornalistica perché si possa verificare se - nel mancato rispetto delle disposizioni di legge nel riconoscimento dei crediti universitari - si possano configurare ipotesi di reato.

    È sicuramente necessario l’intervento della magistratura, l’unica che ha i poteri per verificare la sussistenza di reato. Mi sembra però che troppo spesso problemi di organizzazione e di amministrazione dell’università e procedure concorsuali finiscano sul tavolo dei magistrati, segno che esistono molti problemi, non solo finanziari, per la gestione degli atenei. A questo aspetto, e ad alcuni guasti della quasi completa autonomia, sarà bene che si ponga rimedio, per evitare che gli episodi disdicevoli che troppo spesso vengono pubblicizzati continuino a verificarsi con tanta frequenza. E il rimedio non può consistere nel solo intervento della magistratura, anche perché i processi normalmente necessitano di tempi molto lunghi.


                 Paolo Padoin



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