BALLO SUL TITANIC

La gestione dell'Ateneo fiorentino, in situazione estremamente deficitaria, nonostante i soccorsi finanziari della Regione toscana che interviene generosamente per tappare i buchi di amministrazioni disinvolte, è stata l'occasione di proteste da parte dei precari e degli studenti di sinistra per l'inaugurazione dell'Anno accademico. Repubblica, edizione di Firenze, ne riporta una cronaca precisa.
Protesta in via dei Gondi con palloncini, fischietti, bandiere e striscioni Ricercatori, impiegati e tecnici "Siamo sul Titanic e loro ballano" De Zordo: "Come docente sono qui per ricordare che non c´è niente da festeggiare" di Gaia RAU
«Non c´è niente da festeggiare». Lo dicono gli studenti, truccati da clown tristi, che lamentano la chiusura delle facoltà il sabato e i tanti tagli imposti dal governo accademico per pareggiare il bilancio. Lo dice il personale tecnico amministrativo precario, 97 impiegati in attesa di stabilizzazione da dicembre, che protestano con maschere bianche sul volto chiedendo che venga pubblicata almeno la graduatoria che dimostri il loro diritto all´assunzione. Lo dicono i ricercatori, spaventati dal prepensionamento dopo 40 anni di servizio, e lo dicono i professori a contratto, che da tempo chiedono un incontro col rettore Augusto Marinelli per consegnarli una lettera, firmata da oltre 400 tra docenti, ricercatori e lettori, nella quale chiedono «rappresentanza e minimi retributivi dignitosi». In centocinquanta, armati di palloncini, fischietti e striscioni, hanno manifestato ieri mattina in via de´ Gondi, all´ingresso di Palazzo Vecchio, mentre all´interno Marinelli inaugurava ufficialmente l´anno accademico. Una cerimonia, secondo le categorie presenti, del tutto inappropriata vista la crisi dell´università italiana in generale e fiorentina in particolare: «Come sul Titanic - si legge nel volantino diffuso dai ricercatori - in prima classe tutti continuano a ballare i vecchi minuetti e a conversare tranquillamente, senza vedere i rischi cui stiamo andando incontro». Al presidio - nel corso del quale si sono levati anche cori contro Marinelli («Vergogna» e «Dimissioni») - le bandiere dei sindacati Flc Cgil e Cisl, e una delegazione dei Verdi: «Ben vengano i finanziamenti annunciati da Martini - ha commentato il portavoce regionale Mauro Romanelli - ma che siano vincolati all´innovazione, alla trasparenza, al rispetto e all´equità verso chi lavora». In piazza anche la capogruppo di Unaltracittà/Unaltromondo Ornella De Zordo: «Parlo da docente non certo precaria, ma credo anch´io che non ci sia niente da festeggiare. L´università italiana vive un grave momento di crisi a causa della legge 133, e qui da noi si stanno operando tagli che penalizzano i servizi di base per la didattica e la ricerca». Intanto, a margine della cerimonia, Marinelli si toglieva qualche sassolino dalla scarpa sulla polemica dei prepensionamenti. «I ricercatori non sono invitati all´inaugurazione dell´anno accademico, è una questione di spazi, invitiamo però i loro rappresentanti». Pausa. Rettore, i ricercatori sono fuori da Palazzo Vecchio a contestare. «Avrebbero fatto meglio a restare a lavorare invece di protestare. C´è una legge che dice che chi tra i ricercatori ha più di 40 anni di contribuzione può andare in pensione ed è facoltà del singolo ateneo se applicarla. Noi abbiamo scelto di sì perché abbiamo una priorità: rientrare al di sotto del 90% nelle spese del personale. Mandiamo in pensione a 70 anni gli ordinari, mandiamo in pensione i tecnici amministrativi, perché non dovremmo fare la stessa cosa con i ricercatori? Qui scatta un meccanismo corporativo. Non ci fa affatto piacere mandarli a casa: se il Parlamento cambierà la legge, la rispetteremo». Sinistra universitaria, intanto, parla di «fine dell´era Marinelli», mentre Lista Aperta si dissocia dalla protesta.

Questa volta hanno contestato, ma con le parole. Niente striscioni nel salone dei Cinquecento, niente fischi, ma un intervento di quattro pagine dattiloscritte che è l´indice puntato degli Studenti di Sinistra contro gli ultimi governi, contro i tagli, le riforme mancate, ma anche contro chi ha diretto in questi anni l´ateneo fiorentino. Davanti al microfono lo studente Francesco Epifani si spoglia subito della fascia bianca, come a dire, io non ci sto con questa inaugurazione dell´anno accademico, è soltanto «tradizione autocelebrativa». «Siamo un ateneo paralizzato. - attacca Epifani - E di tutto questo ce ne rendiamo conto noi studenti, ma non tutta la classe docente attaccata al telefono o alle porte di rettore e prorettori per implorare che questo o quel dipartimento non venga accorpato, che questo o quel corso di laurea non venga tagliato, che a 70 anni io non debba essere pensionato». Epifani elenca i tagli ai servizi, alla didattica, al riscaldamento, alle biblioteche, ai contratti di docenza e accusa chi ha privilegiato «scatti di carriera rispetto a nuove assunzioni» e respinge la logica che vorrebbe lo studente «cliente» prima e «prodotto poi da riversare sul mercato».(l. m.)
Il Corriere Fiorentino riporta le dichiarazioni del Presidente della regione Toscana, Claudio Martini, il quale, a fronte della richiesta di un intervento finanziario, ribadisce che la Regione non può essere considerato un mero pagatore a piè di lista, ma che deve essere in primo luogo rivista la governance dell'Ateneo. Cfr:corfir
A Siena intanto prosegue l'indagine della Magistratura. La Guardia di Finanza sta valutando i concorsi interni per ricostruire il buco di bilancio. Intanto è stata annullata la cerimonia d'inaugurazione dell'Anno Accademico. La stessa cosa avrebbe potuto avvenire anche a Firenze. Cfr: siena
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