PARENTOPOLI O NO?

Il MIUR
Le due
recenti inchieste pubblicate a due soli giorni di distanza da
Repubblica (23 gennaio) e Panorama (25 gennaio) hanno evidenziato un
quadro del sistema di concorsi universitari non proprio edificante.
Sono perfettamente consapevole che non bisogna per questo sparare nel
mucchio e che è necessario continuare a distinguere chi procede
nella via dell’eccellenza (e ci sono molti esempi) da chi invece
segue l’andazzo illustrato dalla stampa e inquisito dalla
magistratura.
Occorre pensare a una seria riforma del sistema sia dei concorsi sia della pretesa autonomia che tanti guasti, a detta degli stessi rappresentanti dell’Università, ha causato in questi ultimi anni, dopo la riforma Berlinguer.
Proprio per questo nella serie di riflessioni dedicate sia alla gestione dell’Università che ai concorsi ho cercato di distinguere le varie posizioni, evidenziando i meriti di chi propone esempi virtuosi (l’Università di Padova) e indicando esempi molto meno commendevoli (quella di Firenze). Questa differenziazione non mi ha salvato però dalla replica, molto civile ed educata, del Rettore di Padova, Prof. Vincenzo Milanesi, i cui numerosi interventi equilibrati ho ospitato nel mio sito. Il Rettore, reagendo in particolare a un’intervista del Presidente dei giovani industriali di Padova, pur riconoscendo la fondatezza di alcune critiche, ha difeso giustamente l'eccellenza dell'Ateneo patavino, criticando la posizione di chi, nei vari siti internet, con interviste e con dichiarazioni, spara a zero sull’Università. Fra questi soggetti ha inserito anche “rappresentanti delle istituzioni”, con chiaro riferimento a una mia intervista e a questo sito. L’intervento completo del Prof Milanesi si può leggere nella rassegna stampa dell’Università di Padova del 29 gennaio.
Nello stesso giorno peraltro sulla rassegna stampa del Miur http://rstampa.miur.it/rassegna_mur/rassegna.asp è stato pubblicato un articolo della Gazzetta del mezzogiorno dal titolo significativo: LECCE, IN "ACCADEMIA" S'AGITA L'OMBRA D'UNA PARENTOPOLI.
Il sospetto di una parentopoli infatti scuote l’Accademia delle Belle Arti di Lecce, tanto che l’Alto Commissario anticorruzione, prefetto Achille Serra, d’intesa col Ministro Mussi ha già avviato un’indagine sulle procedure di reclutamento del personale docente a tempo determinato.
Ma le critiche a chi lotta per la moralizzazione non sono sempre così civili. Il periodico on line Ateneopalermitano http://www.ateneopalermitano.it/7308/art01.htm in un articolo del numero di gennaio dedicato a questo argomento, si riferisce a un’intervista rilasciata alla rivista americana “Chronicle of Higher Education”, con la quale l’ex Rettore dell’Università di Bari, Prof. Giovanni Girone, commentando le opinioni di chi parla di malauniversità, ha dichiarato che la stampa che se ne occupa è stampa pornografica. Non commento, ma osservo che sarebbe invece necessario che venissero sempre più frequentemente denunciate le anomalie del sistema, a tutela di chi agisce in modo corretto.
In merito agli episodi dei molti concorsi finiti nel mirino dell’Autorità giudiziaria il Ministro Mussi, fin dal 4-04-2007, in un’intervista al Messaggero dal titolo "Concorsi e carriere, così cambio l'Università", riferendosi ai due casi di Bari e Bologna allora emersi dichiarò : «Ci sono casi manifesti di mala università che riguardano il penale. La cosa nuova è che il ministro ha dato mandato all'Avvocatura dello Stato per costituirsi parte civile. La tolleranza sarà zero, voglio far pagare caro il danno che si procura al sistema e a chi fa il proprio dovere, occupandosi di scienza, non di intrighi». E infatti da allora il Ministero si è puntualmente costituito parte civile.
Mi sembra questa un’autorevole risposta a difesa della legalità e un incitamento a operare tutti insieme per rimediare a questa situazione.
Occorre pensare a una seria riforma del sistema sia dei concorsi sia della pretesa autonomia che tanti guasti, a detta degli stessi rappresentanti dell’Università, ha causato in questi ultimi anni, dopo la riforma Berlinguer.
Proprio per questo nella serie di riflessioni dedicate sia alla gestione dell’Università che ai concorsi ho cercato di distinguere le varie posizioni, evidenziando i meriti di chi propone esempi virtuosi (l’Università di Padova) e indicando esempi molto meno commendevoli (quella di Firenze). Questa differenziazione non mi ha salvato però dalla replica, molto civile ed educata, del Rettore di Padova, Prof. Vincenzo Milanesi, i cui numerosi interventi equilibrati ho ospitato nel mio sito. Il Rettore, reagendo in particolare a un’intervista del Presidente dei giovani industriali di Padova, pur riconoscendo la fondatezza di alcune critiche, ha difeso giustamente l'eccellenza dell'Ateneo patavino, criticando la posizione di chi, nei vari siti internet, con interviste e con dichiarazioni, spara a zero sull’Università. Fra questi soggetti ha inserito anche “rappresentanti delle istituzioni”, con chiaro riferimento a una mia intervista e a questo sito. L’intervento completo del Prof Milanesi si può leggere nella rassegna stampa dell’Università di Padova del 29 gennaio.
Nello stesso giorno peraltro sulla rassegna stampa del Miur http://rstampa.miur.it/rassegna_mur/rassegna.asp è stato pubblicato un articolo della Gazzetta del mezzogiorno dal titolo significativo: LECCE, IN "ACCADEMIA" S'AGITA L'OMBRA D'UNA PARENTOPOLI.
Il sospetto di una parentopoli infatti scuote l’Accademia delle Belle Arti di Lecce, tanto che l’Alto Commissario anticorruzione, prefetto Achille Serra, d’intesa col Ministro Mussi ha già avviato un’indagine sulle procedure di reclutamento del personale docente a tempo determinato.
Ma le critiche a chi lotta per la moralizzazione non sono sempre così civili. Il periodico on line Ateneopalermitano http://www.ateneopalermitano.it/7308/art01.htm in un articolo del numero di gennaio dedicato a questo argomento, si riferisce a un’intervista rilasciata alla rivista americana “Chronicle of Higher Education”, con la quale l’ex Rettore dell’Università di Bari, Prof. Giovanni Girone, commentando le opinioni di chi parla di malauniversità, ha dichiarato che la stampa che se ne occupa è stampa pornografica. Non commento, ma osservo che sarebbe invece necessario che venissero sempre più frequentemente denunciate le anomalie del sistema, a tutela di chi agisce in modo corretto.
In merito agli episodi dei molti concorsi finiti nel mirino dell’Autorità giudiziaria il Ministro Mussi, fin dal 4-04-2007, in un’intervista al Messaggero dal titolo "Concorsi e carriere, così cambio l'Università", riferendosi ai due casi di Bari e Bologna allora emersi dichiarò : «Ci sono casi manifesti di mala università che riguardano il penale. La cosa nuova è che il ministro ha dato mandato all'Avvocatura dello Stato per costituirsi parte civile. La tolleranza sarà zero, voglio far pagare caro il danno che si procura al sistema e a chi fa il proprio dovere, occupandosi di scienza, non di intrighi». E infatti da allora il Ministero si è puntualmente costituito parte civile.
Mi sembra questa un’autorevole risposta a difesa della legalità e un incitamento a operare tutti insieme per rimediare a questa situazione.
Paolo Padoin
(Prefetto di Padova)
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