RINNOVARE LE ISTITUZIONI  
sen* = Novità

TOSCANA (EX) FELIX


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Omaggio alla «Toscana felix» tra Medici e Lorena
ed. Polistampa Firenze

L’89% degli italiani non ha fiducia nel Parlamento e nei politici. Lo rivela un sondaggio di metà gennaio, realizzato da Eurispes. La politica ha toccato il punto più basso. Perfino il Presidente Napolitano paga, con una drastica discesa della sua popolarità, i riflessi negativi dell’austerità imposta dal Governo Monti. Quest’ultimo, tecnico “salito” in politica a fianco di personaggi datati come Fini e Casini, ha mentito spudoratamente agli italiani, ai quali aveva solennemente dichiarato che, dopo l’esperienza governativa, sarebbe tornato a fare il professore. Scandali e ruberie riempiono le cronache quotidiane. I finanziamenti ai gruppi consiliari in molte regioni sono diventati “bancomat” per le spese più impensate e illegali di consiglieri lestofanti. Diceva un uomo politico appartenente alla tanto vituperata prima repubblica: noi mangiavamo, ma almeno si sapeva stare a tavola. Neppure il Ministero dell’Interno, ora guidato dal ministro Annamaria Cancellieri e che dovrebbe essere il santuario della legalità, è rimasto indenne: indagini per gravi reati hanno coinvolto alti funzionari del Viminale, mentre alcuni prefetti sono saliti agli onori delle cronache per comportamenti disdicevoli. Anche nella “Toscana (ex) felix” si moltiplicano macroscopiche disfunzioni, scandali, buchi neri, inchieste penali che interessano Asl, banche, università. L’Asl di Massa è da tempo sotto la lente d’ingrandimento della procura, il Teatro del Maggio Musicale di Firenze è stato commissariato. Una citazione a parte merita la città di Siena, incontrastato feudo del Pd. Il comune è stato commissariato, i revisori dei conti hanno suggerito il commissariamento dell’università. Anche il Monte dei Paschi è oggetto d’inchiesta per gravissimi illeciti da parte dei vertici. Gli appalti per importanti infrastrutture sembrano non sfuggire a questa logica. La procura fiorentina ha indagato in merito ai lavori per la più grande opera pubblica, da molti ritenuta inutile: il tunnel ferroviario di Firenze. Sono coinvolte 31 persone fra imprenditori, amministratori e dirigenti di società, funzionari e consulenti ministeriali per reati che vanno dall’associazione a delinquere, alla frode in pubbliche forniture, alla truffa, all’abuso d’ufficio, alla corruzione. Anche le puntuali verifiche disposte dalla prefettura hanno fornito utili informazioni alla magistratura. Nell’imminenza del completamento o dell’inizio di nuove rilevanti infrastrutture che interessano il nostro territorio è opportuno che l’opinione pubblica sappia se, anche in Toscana, siano penetrate certe cattive abitudini. Valutando queste vicende un recente articolo uscito sulla stampa cittadina si chiedeva giustamente: “Che Paese è mai diventato questo se appena vediamo una betoniera o una gru non possiamo pensare a quello che stiamo costruendo, ma siamo costretti ad aspettare una intercettazione che faccia luce su come? Dove e quando abbiamo perso il senso di responsabilità, la dignità, la voglia di essere onesti e anche di essere bravi nel nostro lavoro?”. Purtroppo le uniche risposte a questa domanda provengono finora soltanto dalle inchieste penali. La società civile spesso non è molto migliore dei suoi vituperati governanti, ma se nessuno cambia registro e continuiamo su questa china siamo un Paese irrimediabilmente condannato al declino. *

Paolo Padoin

 
                         

* L'articolo è ripreso da Firenzepost.it


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