RINNOVARE LE ISTITUZIONI  
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ATENEI TOSCANI


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Sui giornali regionali continuano ad essere pubblicate notizie sui disastri attuali causati da gestioni catastrofiche, caratterizzate da populismo, approssimazione e clientelismo. Repubblica del 25 settembre titola: Siena si vende Lettere. Ateneo, buco da 50 mln di contributi non pagati: sul mercato l´ex manicomio. Cfr
http://rassegnastampa.unipi.it/rassegna/archivio/2008/09/25SIP4094.PDF

Per un anno e mezzo l´università di Siena non ha versato i contributi Inpdap ai suoi 2.300 dipendenti. E´ accaduto durante la scorsa gestione, quando l´ateneo era guidato dal professor Piero Tosi. Poiché ogni mese dovrebbe pagare una cifra che si aggira sui 3 milioni di euro, a causa dei mancati versamenti si è accumulato un debito di oltre 50 milioni di euro. Per fronteggiare questa voragine il rettore Silvano Focardi, in carica dal 2006, è ora intenzionato a prendere una decisione oltremodo dolorosa: vendere uno degli edifici dell´ateneo, quasi certamente l´ex ospedale psichiatrico San Niccolò, l´ultimo ristrutturato, dove hanno sede la facoltà di Ingegneria e alcuni dipartimenti di Lettere e Filosofia. Una dolorosa separazione quella che il rettore potrebbe proporre nei prossimi giorni in consiglio di amministrazione. Una separazione che si renderebbe necessaria anche perché l´esposizione dell'ateneo nei confronti dell'Inpdap è in realtà superiore, a causa dei ritardi accumulati nei versamenti, ai 50 milioni di euro. Sotto la precedente gestione, infatti, era stato raggiunto con l´ente previdenziale un accordo di rateizzazione in base al quale l´ateneo si impegnava a versare otto milioni di euro ogni anno per dieci anni, per un totale di 80 milioni di euro.

Silvano Focardi, eletto rettore il 22 marzo 2006, ha trovato nel bilancio consuntivo 2005 un disavanzo di 27 milioni di euro, dei quali 24,9 di spese per il personale. L´ateneo ha fatto fronte alla grave situazione finanziaria con un mutuo di 45 milioni contratto con il Monte de' Paschi di Siena. Il macigno del debito contributivo richiede però una soluzione più drastica e definitiva. Questo almeno sembra l´orientamento del rettore che intende risolvere una volta per tutte le pendenze con l´Inpdap. Anche a costo di rinunciare all´ultimo gioiello acquisito dalle facoltà dell'ateneo, l´ex ospedale psichiatrico.I contatti con l´Inpdap sarebbero già stati avviati.

Nel frattempo anche l'università di Firenze continua a scendere precipitosamente la china finanziaria: è dello stesso 25 settembre la notizia che all´università Firenze, stato di agitazione Precari trattativa in frantumi.

http://rassegnastampa.unipi.it/rassegna/archivio/2008/09/25SIP4096.PDF

Sono state rotte le trattative fra l'università di Firenze e i sindacati per la stabilizzazione di 97 precari fra il personale tecnico amministrativo, collaboratori ed esperti linguistici. I lavoratori sono adesso in stato di agitazione. Cgil, Cisl e Uil chiedono un solo bando scadenzato nel tempo che programmi l´inserimento di tutti questi precari. L´ateneo però nell´ultima seduta dello scorso 19 settembre, aveva fissato il reclutamento soltanto per uno scaglione di 22 nel 2008. Da qui la discussione e poi la rottura. Il sindacato chiedeva un bando che prevedesse una graduatoria ad esaurimento che interessa 97 precari.
L´università, in una nota, sostiene che la delibera del cda per il bando tiene conto delle nuove disposizioni in materia finanziaria (legge 133 Brunetta) e delle rigide limitazioni al turn over del personale e si fonda su un parere dell'Avvocatura dello Stato. I sindacati, invece, sostengono che «il parere dell'Avvocatura non si discosta dalle loro aspettative» e definiscono il comportamento dei vertici dell'università fiorentina «un insopportabile atto di prevaricazione». 

Questo teatrino sarebbe ridicolo se non coinvolgesse gli interessi di molti lavoratori e non mettesse in pericolo le già disastrate finanze pubbliche, e in particolare quelle degli atenei citati.

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