LA CARTA DEI VALORI

30.04.2007
Presentata al Viminale la “Carta dei valori della cittadinanza e dell'integrazione” Il Ministro Amato: non avrà valore vincolante, ma potrebbe accompagnare il processo d'integrazione e il percorso per la cittadinanza degli immigrati
Centralità della persona umana e della sua dignità, uguaglianza dei diritti fra uomo e donna, diritto alla libertà religiosa, sono i principi cardine contenuti nella “Carta dei valori della cittadinanza e dell'integrazione” presentata alla stampa dal Ministro dell´Interno Amato e dal presidente del Comitato scientifico incaricato di elaborarla, Carlo Cardia.
La Carta, che nasce da un percorso avviato dal Ministro Amato a metà del 2006, ha l´obiettivo di enunciare valori e principi validi per tutti coloro che desiderano risiedere stabilmente in Italia, di qualsiasi gruppo o comunità facciano parte, di natura culturale, etnica o religiosa.
Il Ministro Amato ha già firmato due decreti nei quali si afferma che l'azione del Ministero dell'Interno trarrà ispirazione dai contenuti della carta “per diffondere una migliore conoscenza dei problemi dell'immigrazione e della libertà religiosa”.
Le sette sezioni che compongono il documento fanno riferimento alla Costituzione italiana e alle Carte europee e internazionali sui diritti umani. Riguardano in particolare: i fattori identitari della comunità italiana; l'eguaglianza dei diritti e dei doveri e la dignità della persona; i diritti sociali, il lavoro e la salute; la scuola, l'istruzione e l'informazione; la famiglia e le nuove generazioni; la laicità e la libertà religiosa; l'impegno internazionale dell'Italia.
La Carta, però, ha spiegato il Ministro, non può essere imposta ai cittadini: chi vuole aderire lo potrà fare. Non avrà valore “vincolante” o di atto normativo, ma “potrebbe accompagnare il processo d'integrazione e il percorso per la cittadinanza degli immigrati”.
Nel documento c'è la massima apertura, ha sottolineato il Ministro, “che non è però un multiculturalismo acritico, ma viene ricondotto a principi ben saldi e, proprio perché aperti, ancor più vincolanti”.

E´istituito il
Consiglio scientifico incaricato di approfondire e proporre le più opportune
iniziative per la conoscenza, la diffusione della Carta dei valori ed i
successivi interventi e di studiare le soluzioni più adeguate per l´armonica
convivenza delle comunità dell´immigrazione e religiose nella società italiana.
Nell´espletamento
del suo mandato il Consiglio scientifico procede anche mediante incontri
consultivi con esponenti delle associazioni ed organizzazioni operanti nel
mondo delle comunità immigrate, con esponenti delle diverse confessioni ed
organizzazioni religiose, con i componenti della Consulta per l´Islam italiano,
che, aderendo alla Carta dei valori, intendano partecipare, nella propria
autonomia, alla diffusione e attuazione della Carta.

Il
ministro dell’Interno ha posto in evidenza che la Carta dei
valori si rivolge a
tutti coloro che risiedono in Italia -
cittadini e immigrati - soggetti attivi dei processi di
integrazione, e si è soffermato sulle principali
affermazioni in tema di
diritti umani, di uguaglianza e pari dignità fra uomo e
donna, sui vincoli
solidaristici posti alla base della civile convivenza, sulla
laicità dello
Stato. La Carta dei valori - ha affermato il ministro Amato
riprendendo la
sua direttiva del 23 aprile - ispira
l’attività del ministero dell’Interno
e ne orienta le relazioni con le comunità
dell’immigrazione e religiose. Ha
delineato, inoltre il ruolo degli Uffici centrali
dell’Amministrazione, in
termini di ideazione, propulsione e messa in rete delle best practices,
e dei
Prefetti, nella diffusione e nella promozione sul territorio della
Carta dei
valori e delle azioni positive per l’integrazione e la
coesione sociale. Ha,
inoltre, sottolineato il ruolo fondamentale della scuola come veicolo
di trasmissione,
attraverso i propri programmi, dei valori di cittadinanza.
Una
relazione illustrativa è stata tenuta dal Prof. Carlo
Cardia, Presidente del
Consiglio scientifico che ha elaborato la Carta dei valori e che
seguirà la
fase attuativa.
Il
Professor
Cardia ha ripercorso le fasi che hanno condotto
all’elaborazione della Carta,
elaborata anche attraverso il confronto con le principali
organizzazioni
rappresentative delle diverse realtà religiose, sociali e
culturali esistenti
in Italia, il cui apporto è risultato decisivo per la
stesura del documento e
che hanno manifestato ampia condivisione sui contenuti della Carta dei
valori.
Inoltre, ha illustrato le diverse iniziative già avviate o
programmate per
adempiere al mandato del Consiglio scientifico in materia di diffusione
della
Carta dei valori nella società italiana e nel mondo
dell’immigrazione, di
studio delle forme e modalità che agevolino
l’armonica convivenza delle
comunità di immigrati e religiose nella società
italiana, di ricerca di
sinergie con le Amministrazioni interessate per la predisposizione di
utili
strumenti di orientamento per l’integrazione degli immigrati
nei diversi
settori della vita sociale.
Il
Capo del Dipartimento per le libertà civili e
l’immigrazione prefetto Mario
Morcone ha illustrato le numerose attività e iniziative
avviate e in cantiere
in coerenza con i principi ispiratori della Carta dei valori. Nel
ricordare, sul piano legislativo,
i disegni di legge di riforma della normativa sulla cittadinanza e
sull’immigrazione, ha sottolineato la centralità
della Carta dei valori
rispetto ad un nuovo progetto di accoglienza e integrazione fondato
sulla
dignità della persona, che deve tradursi in azioni concrete
attraverso
l’impegno nei vari ambiti di responsabilità
dell’Amministrazione dell’Interno.
Essenziale è il ruolo dei Prefetti, anche mediante lo
strumento strategico dei
Consigli territoriali per l’immigrazione, per la promozione
di progetti che
coinvolgano le espressioni del territorio, in primo luogo gli enti
locali nel
rispetto delle loro responsabilità di governo, i cittadini,
il mondo della
scuola, le organizzazioni e le associazioni
dell’immigrazione, del
volontariato, delle comunità religiose. La casa, la salute,
l’apprendimento
della lingua italiana, il sostegno alle famiglie e ai più
deboli: questi alcuni
dei settori da affrontare concretamente per facilitare
l’integrazione e la
coesione sociale.
Il
sottosegretario Marcella Lucidi ha tratto le conclusioni evidenziando
che la
Carta dei valori rappresenta un mutamento di impostazione importante e
decisivo. Ne
ha
apprezzato l’accessibilità del linguaggio e
l’esplicitazione in termini piani e
concreti dei principi contenuti nella Carta costituzionale e nelle
Carte
europee e internazionali sui diritti umani.
Interessanti
spunti di riflessione sono stati portati all’incontro dai
Prefetti. Presenti
alla riunione i componenti
del Comitato contro la discriminazione e l’antisemitismo, il
coordinatore
scientifico del Comitato per la valorizzazione della cultura della
Repubblica,
il coordinatore della Consulta giovanile per il pluralismo culturale e
religioso ed altri esponenti istituzionali. Presenti anche i componenti
del
Consiglio scientifico che ha elaborato la Carta dei valori e, fra di
essi,
l’On. Prof. Khaled Fouad Allam, che ha sviluppato alcune
considerazioni sui
caratteri della laicità dello Stato italiano, che offre
effettive potenzialità
per l’integrazione della popolazione immigrata.
Paolo
Padoin (Prefetto di Padova)
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