Rinnovare le Istituzioni

Agricoltura: manifestazioni e trattori in strada anche in Italia contro le politiche della Ue

ROMA – Il mondo agricolo europeo è in rivolta contro le politiche verdi di von der Leyen e dei governi nazionali, che stanno producendo danni enormi all’economia agricola. Manifestazioni accese in Germania, Olanda e Francia, e adesso, buona ultima, si aggiunge anche l’Italia. Ferma protesta degli agricoltori, con i loro trattori, nei pressi del casello autostradale di Orte. Secondo quanto risulta all’ANSA, la dimostrazione interessa in particolare il piazzale antistante, praticamente appena fuori l’A1, sul prato della rotatoria centrale. I trattori hanno attraversato le strade che portano al casello ed è previsto che resteranno un po’ nella zona. Al momento l’entrata autostradale non è bloccata.

Proteste anche a Torino dove è stata bruciata la bandiera dell’Europa. Montato un palco improvvisato in piazza Castello per una iniziativa firmata dalla ‘Variante torinese’ e dal Comitato per i diritti umani Piemonte. Sul palco il leader della Variante Marco Liccione, che ha bruciato una bandiera dell’Unione Europea. ‘L’ho fatto perché la Ue ha fallito e vogliamo uscirne’, ha detto. Su cartelli e striscioni i manifestanti hanno scritto, tra l’altro, “La nostra terra è la nostra vita”, “Difendiamo l’agricoltura italiana dagli interessi delle multinazionali e dalla nostra politica incapace di reagire”, “Salviamo la nostra agricoltura dagli abusi alimentari”. Sul palco in piazza Castello si sono alternati al microfono anche attivisti provenienti dalla Francia, tra i quali Francois Marie Periér, fondatore del movimento GreLive a Grenoble.

Protesta anche ad Alessandria, con 250 trattori schierati nel presidio in Viale Milite Ignoto. E’ solo l’avvio di una serie di iniziative, la chiusura del presidio è prevista sabato 3 febbraio: per quella data gli Agricoltori Autonomi hanno invitato il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio. “La nostra è una protesta apolitica, nel pieno rispetto della legalità – rimarcano Gabriele Ponzano e Gian Piero Ameglio, portavoce del Movimento – non contro qualcuno, ma per qualcuno: per il futuro delle nostre famiglie e aziende. E garantire cibo sano e italiano”.

Manifestazione anche nel Metapontino. Un documento in undici punti – presi da un Piano nazionale già pronto – è alla base delle assemblee che Cia-Agricoltori ha organizzato in Basilicata, a partire da domani, per mettere in primo piano la sofferenza del mondo agricolo. Un corteo di trattori e altri mezzi ha percorso a velocità ridotta la statale Jonica. Cia-Agricoltori ha elencato i punti “al centro” delle rivendicazioni del settore: reddito delle imprese agricole, valore lungo la filiera, centralità delle aree interne e dell’agricoltura familiare, stop al consumo di suolo, risorsa acqua, emergenza fauna selvatica, revisione della politica agricola comunitaria, crisi climatica, fitofarmaci, mercati internazionali e costi di produzione.

Gli agricoltori sono scesi in piazza anche ad Avellino contro le politiche europee, i tagli ai benefit su gasolio e il ripristino dell’aliquota Irpef alla soglia più alta: decine di trattori ed altri mezzi agricoli hanno occupato Piazza Kennedy, nel centro della città. Cartelli e striscioni sono stati esposti contro il caro-prezzi: “Siamo allo stremo – hanno detto gli agricoltori – per colpa di politiche che non tutelano il lavoro e la filiera agricola nazionale”.

Nessuna protesta in Toscana ed Emilia, le Associazioni sono coperte e allineate sulla direttiva del Pd, partito dominante che, in merito alle politiche europee, invita ovviamente “a non disturbare il manovratore”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *