Rinnovare le Istituzioni

Attacco ai governi sovranisti. Dal Salone del libro di Torino all’attentato al premier slovacco Fico

Al Salone del libro di Torino sono stati molto numerosi i dibattiti e gli interventi su pubblicazioni che trattavano argomenti di attualità. Negli stand di alcuni giornali sono stati inoltre ospitati personaggi venuti alla ribalta per le vicende dolorose o inquietanti che hanno colpito loro congiunti, che hanno approfittato della visibilità offerta dal Salone per ribadire le loro posizioni.
Roberto Salis, padre di Ilaria, detenuta nelle carceri ungheresi, ha partecipato alla presentazione del volume sulla Polonia e l’Ungheria “Spezzare le catene” ed è stato ospite dello stand de La Stampa. Salis ha accusato il governo di Orban e quello italiano di impedire il voto alla figlia detenuta. Accuse che la Direzione del Servizio penitenziario ungherese ha respinto categoricamente, sostenendo che tali affermazioni “non solo sono infondate ma travisano i fatti”. Lo scrive il portavoce del governo ungherese, Zoltan Kovacs. “La legge stabilisce che ai detenuti sia data l’opportunità di votare e gli istituti penitenziari sono tenuti a facilitare questo fondamentale diritto democratico”, aggiunge invitando il padre ad astenersi “da fake news volte a diffamare le carceri ungheresi e i professionisti che vi lavorano”.

Nell’ Arena Robinson del giornale Repubblica ha trovato spazio anche una lunga esternazione di Elena Cecchettin, sorella di Giulia, trucidata dal fidanzato. La giovane, venuta alla ribalta proprio per le sue esternazioni dopo l’omicidio della sorella e divenuta un’eroina per le sinistre italiane, ha ricominciato a parlare del problema del patriarcato che affliggerebbe le donne in Italia .Elena ha letto un suo monologo contro la violenza sulle donne e sulle loro “libertà conquistate con la lotta, resistendo e innalzando la voce per sfidare la normalità, opponendosi per contrastare questo sistema”. Nel corso della sua esibizione è stata contestata da una donna che ha interrotto il suo monologo gridando slogan pro vita e antifemministi, e a un “Vade retro Satana!”. Un incidente che però non ha turbato, anzi ha evidenziato l’esibizione della giovane Cecchettin, che altrimenti sarebbe stata probabilmente ignorata.

Tutti episodi che s’inquadrano anche nel clima di denigrazione del governo di destracentro in Italia e nei confronti dei sovranisti in Europa, che si accentua nell’approssimarsi delle elezioni europee. Un clima, sobillato dai governanti europei e dagli Usa, che condanna Putin, Orban e i loro sostenitori e che ha portato in Ungheria all’aggressione del premier slovacco Robert Fico, che lotta fra la vita e la morte, colpito da un fanatico oppositore. In proposito è indicativo il commento del ministro della Difesa di quel Paese: “Quello di ieri è stato un tentato omicidio premeditato e non un incidente. Lo scontro politico ha portato fino a un tentato omicidio”, ha detto il ministro Robert Kalinak. “Un omicidio politicamente motivato”, ha aggiunto il ministro dell’Interno Matus Sutaj Estok. L’aggressore “é un lupo solitario, e non fa parte di movimenti politici ma era insoddisfatto dell’esito delle elezioni”. Ma evidentemente è stato influenzato dalle posizioni assunte da tempo dalle sinistre europee.

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