Rinnovare le Istituzioni

Taiwan: Biden sfida la Cina e invia istruttori per le forze speciali di Taipei. Sale la tensione

WASHINGTON – Il giornale americano, United Daily News (Udn), riferisce una notizia – bomba che confermerebbe l’attitudine del vecchio presidente Biden di incendiare i vari punti del globo suscettibili di iniziare conflitti pericolosi, Gli Usa infatti sono attori molto presenti in Ucraina, in zona Taiwan- Cina – Corea del Nord, contro Iran, nel Medio Oriente, con iniziative niente affatto rivolte alla pace, anzi che fomentano le frizioni. E la Ue di von der Leyen, insieme ad altri Paesi, Italia compresa, si accoda docilmente ai colpi di testa del vecchio dem americano, rischiando disastri economici e sociali, oltre che dissipare l’unica conquista seria della Ue in 70 anni, la pace garantita fino al 2022.

Ma torniamo all’incendiario Biden. Il giornale citato ci informa che, a circa sei miglia dalle coste della Cina continentale, specialisti dell’esercito statunitense starebbero addestrando i soldati taiwanesi nell’ambito di un’intesa stipulata tra Washington e Taiwan. Gli istruttori sarebbero stati inviati alle isole Penghu (o Pescadores), ma anche nelle isole Kinmen, situate a pochi passi dalla città cinese di Xiamen. Inoltre membri del servizio americano sarebbero presenti anche in una base militare a Taoyuan, nel nord di Taiwan, per fornire addestramento specializzato sull’equipaggiamento dei droni che Taipei spera di procurare alla sua Airborne Special Service Company, un’unità d’élite delle forze speciali.
Il dipartimento della Difesa americano ha riconosciuto che in loco erano presenti 30 soldati americani, ma solo per proteggere l’American Institute di Taiwan. Un anno fa il Wall Street Journal scriveva che gli Stati Uniti avevano intenzione di inviare tra 100 e 200 soldati a Taiwan nel giro di pochi mesi, per il più grande dispiegamento di forze Usa a Taiwan da decenni.

Di fronte a questa situazione la Cina non starà certo a guardare, vedendo una situazione pericolosa ai suoi confini. Si ripropone la stessa situazione (tensione Nato – Russia, condannata anche da Papa Francesco) che si era verificata prima dell’invasione dell’Ucraina. E sempre ad opera dei governi dem Usa, vezzeggiati dalla politica europea e italiana (vero Draghi, Meloni e von der Leyen?).

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *