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Elezioni russe: bomba molotov in un seggio, razzi ucraini sulle zone occupate, vernice nera nelle urne

MOSCA – Cominciano in modo non del tutto tranquillo le elezioni che dovrebbero confermare in Russia il potere assoluto di Putin . Razzi ucraini hanno martellato per ore la regione di confine di Belgorod, inchiostro versato nelle urne per protesta in diverse città russe, un tentato attacco con una bottiglia incendiaria a San Pietroburgo e bombardamenti di Kiev sui seggi nel Kherson occupato.

E’ trascorsa così la prima giornata della maratona elettorale destinata a riconfermare Vladimir Putin – che ha votato online – alla guida del Paese per un quinto mandato. “Il regime neonazista di Kiev sta cercando di intimidire le persone e interrompere il processo elettorale”, ha accusato il capo del Cremlino, assicurando al tempo stesso che gli attacchi ucraini “non resteranno impuniti”.

I tre giorni elettorali, che si concluderanno domenica sera, non fermano però nemmeno gli attacchi russi sull’Ucraina. Almeno 20 persone sono state uccise e 73 ferite in un raid missilistico sulla città portuale di Odessa, secondo un bilancio delle autorità locali. Un attacco definito “ignobile” dal presidente Volodymyr Zelensky che ha condannato “la feccia russa” per aver lanciato due missili, “il secondo quando erano già arrivati soccorritori e medici”. Tra le vittime ci sarebbero infatti anche un medico e un membro delle unità di soccorso. Le presidenziali si tengono anche nelle quattro regioni ucraine parzialmente occupate dai russi e ufficialmente annesse a Mosca, quelle di Donetsk, Lugansk, Zaporizhzhia e Kherson. In quest’ultima, ha riferito la commissione elettorale locale, una bomba è stata fatta esplodere davanti a un seggio, mentre le truppe di Kiev ne hanno bombardati altri due, a Kakhovka e Brilevka. In questa seconda località vi sono “dei feriti”.

La Commissione elettorale centrale ha fatto sapere che l’affluenza registrata il primo giorno è stata del 35 per cento degli aventi diritto. In serata, secondo il ministero per lo Sviluppo digitale, aveva già votato anche il 65% di chi aveva scelto di farlo online (Putin compreso), nonostante i tentativi “respinti” di cyberattacchi contro la piattaforma. Nel 2018, quando le elezioni si svolsero in una sola giornata, il dato finale dell’affluenza era stato di poco più del 67 per cento.

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