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Errori giudiziari: assolto dopo 33 anni di carcere per non aver commesso il fatto. Nessun magistrato paga, i risarcimenti a carico dei contribuenti

ROMA – Un’altra vicenda esemplare che conferma le storture del nostro sistema giudiziario e le pecche della magistratura italiana, che si ritiene la migliore del mondo. Mentre sono sempre più frequenti gli errori giudiziari, dei quali nessuno dei “colpevoli” togati risponde mai. Paghiamo solo noi per salati risarcimenti alle vittime.
Dopo 33 anni di carcere Beniamino Zuncheddu è stato assolto per non aver commesso il fatto. Lo hanno deciso i giudici della Corte di Appello di Roma al processo di revisione per la strage di Sinnai (Cagliari). L’ex pastore sardo, 59 anni, era stato condannato in via definitiva all’ergastolo per triplice omicidio. Fu un errore giudiziario, lo riconosce la sentenza che oggi solleva l’imputato dalle accuse. “E’ la fine di un incubo”, le parole di Zuncheddu dopo la lettura.
Nell’ultima udienza davanti alla Corte d’Appello di Roma lo stesso procuratore generale, che rappresentava l’accusa nel processo di revisione, ha chiesto l’assoluzione di Zuncheddu. Quindi la sentenza che ha sancito il gravissimo errore giudiziario. In tutti questi anni Zuncheddu si era sempre proclamato innocente. “Aspetto il giorno della sentenza per arrivare alla verità”, aveva detto in una delle ultime udienze.
L’ associazione Errorigiudiziari.com ha subito inserito il caso in cima alla lista degli errori più gravi e, aggiungo io, inescusabili soprattutto per la durata della carcerazione di un innocente. Secondo gli archivi dell’associazione negli ultimi 32 anni le vittime di errori giudiziari e ingiusta detenzione sono state complessivamente 30.778. Ogni giorno in Italia finiscono in carcere 3 persone innocenti, una ogni 8 ore. E per risarcirle lo Stato ha speso 933 milioni di euro, al ritmo di 55 euro al minuto. Usciti dalle nostre tasche e non da quelle delle toghe responsabili, che non pagano quasi mai, neppure in termini di carriera, oltre che economici, per gli errori commessi. Una situazione che esiste solo in Italia.

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