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Errori giudiziari: sconta la pena in carcere, ma era stato assolto. Lo sbaglio della Corte di Cassazione

NAPOLI – L’ Ansa riporta l’ennesimo macroscopico, inescusabile errore giudiziario di cui nessuno pagherà le conseguenze. Chi paga, al solito, è il malcapitato condannato a 4 anni e perciò recluso s Poggioreale, che ha scoperto, dopo aver espiato la pena, che la sentenza non era di condanna ma di assoluzione. Una sciatteria inescusabile della quale i giudici colpevoli dovrebbero rispondere, ma non andrà così, la casta non paga mai.
Ecco la vicenda come riportata dall’Ansa. Un imputato era stato condannato a 4 anni per concorso in tentata estorsione aggravata al termine di un processo celebrato in abbreviato viene condannato . L’appello viene fissato nel 2022, ma la Corte non invia l’avviso alle parti, che quindi non si presentano e la sentenza di primo grado viene confermata senza che il malcapitato potesse difendersi. Fatto il ricorso in Cassazione i supremi giudici combinano un bel pasticcio. Il dispositivo di sentenza non lasciava dubbi: la Corte pronunciava la condanna definitiva per concorso in tentata estorsione. Ma quando arrivano le motivazioni si scopre che – invece – il ricorso era stato accolto, addirittura, senza neppure un rinvio alla corte di appello. Peccato che, però, nel frattempo il poveretto aveva espiato la pena in una cella del carcere di Poggioreale.
Errori giudiziari in serie, gente in galera ingiustamente, carceri sovraffollate, ma la responsabilità dei giudici non viene mai sanzionata né dal punto di vista civile (la collettività paga le conseguenze) né dal punto di vista della carriera. Una situazione anomala che esiste solo in Italia

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