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Firenze, Tunnel AV: il Comitato No Tunnel Tav racconta la sua verità sulla grande opera

FIRENZE – Ora che Giani e Nardella, due fra i più entusiasti sostenitori degli scavi che realizzeranno due gallerie enormi sotto il centro cittadino, con rischi possibili per cittadini, abitazioni e monumenti, hanno rilanciato – con la benedizione di Salvini – l’inizio prossimo degli scavi, i Comitati contrari alla Grande opera entrano in azione per spiegare la realtà dal loro punto di vista.

Comincia il Comitato No Tunnel Tav che da sempre di batte contro le posizioni di Comune e Regione.

La città deve sapere cosa è il progetto TAV di Firenze Il Comitato inizia una campagna informativa
Il Comitato, che da oltre 15 anni, denuncia i problemi del progetto di sottoattraversamento TAV e propone alternative veloci, economiche, senza criticità, vuol far conoscere ai cittadini i problemi esistenti. Oggi è stata presentata in anteprima una mostra con pannelli semplici ed esplicativi sui rischi, sulle anomalie dell’opera e sulle possibili alternative. Sarà una mostra itinerante.

Il 15 giugno ci sarà una prima assemblea cittadina alle ore 21.00 presso l’SMS di Rifredi (vicino piazza Dalmazia) per illustrare i temi e per invitare i cittadini interessati a potersi difendere da eventuali danni. Invita tutte e tutti, i movimenti politici e ambientalisti a fare proprio il problema TAV fiorentino.
L’insistenza, difficile da spiegare, della politica toscana per far riprendere i lavori al Passante TAV, ha prodotto ed accettato un aumento dei costi vertiginoso, praticamente un raddoppio. La sproporzione tra le risorse investite (2 miliardi 735 milioni) e i benefici realizzabili con il potenziamento delle linee di superficie a costi minimi (200 milioni) mette in piena luce come quest’opera non si faccia per risolvere i problemi di trasporto, ma per finanziare il sistema di imprese, politica e banche che da questi lavori trarranno enormi profitti.

Quando nel 2006 i tecnici del Comitato predissero che i costi sarebbero aumentati in maniera incontrollabile prevedendo di arrivare a 3 miliardi, furono accusati di essere ecoterroristi finanziari. Oggi che le previsioni sfiorano quella cifra nessuno si scandalizza? Nardella e Giani accettano uno sperpero del genere? Il Ministero accetta una tale ipotesi?
La campagna pubblicitaria promossa dal committente (FSI), dal costruttore (Pizzarotti-Saipem) vuol essere ipertranquillizzante fino a negare rischi, ma proprio per questo le assicurazioni suonano preoccupanti. Si parla di un progetto rivisitato e di nuove tecniche di scavo, ma non si capisce di quali novità si parli: a scavare sarà lo stesso tipo di fresa, anche prima erano previsti controlli, mentre l’intervento dell’intelligenza artificiale ha uno stantio odor di propaganda, soprattutto adesso che gli stessi creatori dell’I.A. nella Silicon Valley, invitano alla prudenza!
Questa cieca fiducia nelle tecnologie da parte dei costruttori è segno del delirio di onnipotenza che attanaglia una vetero-cultura ottocentesca smentita da tempo; che i nuovi tunnel possano avere ancora problemi è confermato qua vicino, a Serravalle Pistoiese, dove la costruzione di una galleria ha costretto alla demolizione di 12 edifici, un piccolo quartiere. Val la pena correre questo rischio?”
Comitato No Tunnel TAV Firenze


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