Rinnovare le Istituzioni

Giorno della memoria: spostati i cortei pro Palestina. La circolare del Viminale

ROMA – Valutare lo spostamento ad altra data delle manifestazioni pro Palestina previste per il 27 gennaio, Giorno della memoria. Con una circolare del Dipartimento della Pubblica sicurezza si invitano infatti i questori a considerare di spostare ad un altro giorno le manifestazioni previste per sabato prossimo, in particolare a Roma e Milano, “così garantendo la libertà di manifestazione che, nel caso di specie, va contemperata con il valore attribuito alla Giornata della memoria”. Perché quelle manifestazioni nel giorno in cui si ricordano le vittime dell’Olocausto potrebbero ledere “alcuni valori sanciti dalla legge, come la commemorazione della Shoah”. Il capo della polizia, Vittorio Pisani, ha comunque previsto che per le manifestazioni di sabato dovranno essere predisposte idonee misure di prevenzione e sicurezza, “in considerazione della perdurante minaccia terroristica”.

Soddisfatta la comunità ebraica di Roma che aveva chiesto di vietare il corteo a Roma promosso da studenti palestinesi. “Siamo contenti che siano state riconosciute le nostre ragioni. Ringraziamo le istituzioni, a cominciare dal ministro Piantedosi e tutte le articolazioni del ministero dell’Interno, per la sensibilità che hanno dimostrato. È stata una decisione giusta e di buon senso”, ha detto il presidente Victor Fadlun.

Manifestazioni cosiddette «pro Palestina» – e in realtà anti-Israele – si erano tenute già all’indomani del 7 ottobre. A Milano, a tre giorni di distanza dal massacro compiuto da Hamas, era stato convocato un presidio in via Mercanti, dove gruppi organizzati si erano recati – con tanto di volantini – a parlare di una «vittoria memorabile». Alcune settimane dopo, partecipando a cortei ancora più strutturati, nutritissimi gruppi di giovani avevano scandito in arabo slogan antisemiti («ci mangiamo gli ebrei») mentre la «testa» del corteo rivendicava una «Palestina dal fiume al mare», invocando di fatto la cancellazione di Israele dalla carta geografica. E non era sfuggita la presenza di un cartello che raffigurava Anna Frank con la «kefiah» palestinese, a sottolineare la narrazione strumentale per cui a Gaza sarebbe in corso una «seconda Shoah».

Anche in questo campo la Firenze di Nardella e Giani si distingue, dando prova di rigurgiti di antisemitismo. Il Giornale ricorda che Marco Carrai, presidente della Fondazione Meyer, console onorario di Israele, è finito nel mirino di alcuni sanitari che vorrebbero «licenziarlo» per le sue posizioni. «Sono sconvolto e amareggiato» rivela, ricordando come si stia adoperando per far curare nell’ospedale pediatrico i bimbi palestinesi.

L’antisemitismo di ritorno di Schlein e compagni si sta manifestando sotto forma di sostegno pieno ad Hamas e alla causa palestinese, contro lo Stato ebraico e gli israeliani. Mentre poi le sinistre si scatenano paventando rigurgiti fascisti da parte di Meloni e dei suoi. Ci sono invece preoccupanti indizi di rigurgiti di intolleranza da sinistra.

Hanno fatto benissimo Il Capo della Polizia Pisani e il ministro Piantedosi a intervenire. Attendiamoci gli attacchi forsennati dei sinistri pro Palestina e dei centri sociali, come di consueto.

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