Rinnovare le Istituzioni

Il terrorismo in Italia: un libro per non dimenticare. Fatti e misfatti, vittime e carnefici nel ricordo di un prefetto

FIRENZE – Mentre su Facebook appaiono interventi della neodeputata europea Ilaria Salis che inneggiano e giustificano le occupazioni abusive di case (con approvazione incondizionata di Fratoianni), su questo sito continuo a difendere la legalità e il rispetto delle regole, cercando di contrastare la tendenza a rendere legittimo ciò che è illegale, sostenuta e difesa dai personaggi citati sopra.

Al recente Salone del Libro di Torino è stato presentato il mio ultimo libro “Terrorismo Rosso e Nero- La testimonianza di un prefetto”, edito da Pietro Pintore, con prefazione di Gian Carlo Caselli. In 40 anni di missione prefettizia, ho seguito con particolare interesse le vicende del terrorismo rosso e nero che ha insanguinato l’Italia, prima durante la cd. stagione delle stragi, poi negli anni di piombo, infine con il riapparire di nuovi personaggi e gruppi che si richiamavano alle vicende, alle ideologie e alle tesi di quegli anni. Ho seguito queste vicende in quattro città (Pisa, Padova, Torino e Firenze) che furono in prima linea nella stagione delle stragi e degli anni di piombo, e dove si è manifestato, anche in tempi recenti, qualche rigurgito eversivo.

Credo che il rischio del terrorismo interno non sia completamente scomparso, ma per fortuna magistratura e Forze dell’ordine vigilano sulla nostra sicurezza. Più alto potrebbe essere il pericolo del terrorismo internazionale, che ha colpito diversi Paesi della nostra Europa, ma anche in questo caso la vigilanza resta alta.

Potrete leggere nel libro in dettaglio la mia analisi e le mie conclusioni su questo fenomeno, che – come mia abitudine – vanno in direzione contraria alle tesi prevalenti del politicamente corretto, visto che protagonisti di rinomati premi letterari sono anche oggi autori di romanzi che esaltano le imprese di alcuni estremisti.

Ho sottolineato invece la poca considerazione per le vittime del terrorismo e per le loro famiglie, che è durata troppo a lungo e continua in parte ancor oggi. Un disinteresse offensivo, che è stato rinfacciato dai familiari delle vittime nei confronti delle istituzioni italiane, che hanno rimediato solo da poco tempo. Mentre molti di coloro che insanguinarono l’Italia in quel periodo hanno scontato solo in parte le pene comminate, sono vezzeggiati da certi ambienti della cultura italiana e francese e sono ancora uccel di bosco nell’ospitale Francia, protetti dalla cd. “Dottrina Mitterrand”.

Proprio ai familiari delle vittime ho dedicato questo libro, che viene presentato il 25 giugno a Firenze e il 27 giugno a Torino. Ma, lo ribadisco, continuerò anche in seguito, come ho fatto da 50 anni a questa parte, a difendere la legalità e il rispetto delle regole, contrastando l’abitudine di una parte della cultura e della politica italica di esaltare invece chi delinque o propaganda e propugna l’illegalità.

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