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Immigrazione, la Francia vira a destra: Legge restrittiva approvata col sostegno di Marine Le Pen. Spaccati i macronisti

PARIGI – Dopo gli ultimi delitti che hanno visto come protagonisti alcuni immigrati, sull’onda della protesta popolare cambiano in senso restrittivo le regole sull’immigrazione in Francia, con il sostegno dell’estrema destra di Marine Le Pen. L’Assemblée Nationale ha approvato con 349 voti a favore e 186 contrari la controversa legge sulla riforma dell’immigrazione proposta dal ministro dell’Interno Gérald Darmanin.

Si è però spaccato il fronte dei macronisti: 27 deputati hanno votato contro, 32 si sono astenuti, proprio per il carattere “estremistico del testo”. Il ministro della Salute, Aurélien Rousseau, si è dimesso, mentre Clément Beaune (Trasporti), Rina Abdel Malak (Cultura) hanno minacciato le dimissioni.

La nuova legge introdurrà “quote” di ingresso, limitando i benefici sociali per i migranti. Questi ultimi dovranno risiedere legalmente in Francia per almeno cinque anni o aver lavorato per 30 mesi per poter beneficiare di determinati servizi e sussidi. Il parlamento francese ha inoltre deciso di limitare lo “jus soli” (uno dei cavalli di battaglia del Pd in Italia). I bambini di immigrati nati in Francia non diventano automaticamente francesi, ma dovranno richiedere la cittadinanza tra i 16 e i 18 anni.

Per gli immigrati privi di documenti viene reintrodotto il reato di soggiorno illegale. Il reato di soggiorno irregolare sarà punito con un anno di prigione e un’ammenda di 3.750 euro. Saranno costituiti undici nuovi Centres de rétention administrative. Secondo il testo della legge, i prefetti avranno la piena libertà di concedere loro permessi di soggiorno. I permessi saranno concessi per un periodo di un anno. La condizione, però, è che il lavoratore in situazione irregolare deve aver risieduto in Francia per tre anni ed esercitato almeno 12 mesi di attività negli ultimi due anni. Gli stranieri con una condanna scritta nel casellario giudiziario non potranno beneficiare della regolarizzazione.

Inoltre i cittadini con doppia cittadinanza condannati per omicidio intenzionale di una persona che detiene autorità pubblica possono essere privati della loro nazionalità francese. Vengono resi più complessi i ricongiungimenti familiari. Il richiedente deve avere una durata di soggiorno minima di 24 mesi (rispetto ai 18 di prima), disporre di risorse stabili regolari e sufficienti, nonché di una assicurazione sanitaria. È richiesta un’età minima del coniuge di 21 anni (rispetto ai 18 di oggi). Saranno infine create le “quote di immigrazione”. Il governo deve presentare e giustificare, ogni anno, obiettivi quantificati per i successivi tre anni fissando le relative quote di ingresso.

Il voto, come detto, ha creato una spaccatura e una crisi nella maggioranza di Macron. In totale il disegno di legge è passato con il voto favorevole di 349 parlamentari, tra cui i deputati della coalizione di governo, i conservatori e 88 parlamentari del Rassemblement national. I contrari sono stati 186. Un quarto dei parlamentari della maggioranza si è astenuto o ha votato contro il disegno di legge.

Ancora prima che si concludesse il voto al Parlamento, Marine Le Pen ha annunciato ai giornalisti che i deputati del Rassemblement National (Rn) avrebbero votato finalmente il testo del disegno di legge. Poi dopo il voto la leader di Rn ha parlato di “vittoria ideologica”. “È una vittoria nauseante”, ha scritto sui social media il politico di estrema sinistra Jean-Luc Mélenchon. “Senza gli 88 voti del Rassemblement national”, il governo avrebbe “meno della maggioranza assoluta…Un nuovo asse politico sta apparendo”, ha concluso il leader della France Insoumise.

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