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Incontro Kim-Putin: sostegno e armi alla Russia. Biden minaccia ritorsioni

MOSCA – E’ prossimo il preannunciato incontro fra i due presidenti, tanto temuto da Biden e dagli occidentali alleati di Zelensky, che vedono con preoccupazione una saldatura fra tutte le potenze contrarie all’egemonia Usa, subita da von der Leyen, Meloni e soci. Il treno blindato del dittatore nordcoreano si sta dirigendo verso Mosca, dove Kim incontrerà Putin. Il convoglio color verde scuro, vioene trainato da una locomotiva delle ferrovie russe. Mosca probabilmente chiederà a Pyongyang proiettili di artiglieria e missili anticarro.

Reagisce il bellicoso Biden, che vuol confermare a tutti i costi la sua egemonia sul mondo intero. Gli Stati Uniti “monitoreranno con attenzione” l’incontro tra Kim Jong Un e Vladimir Putin e avvertono Pyongyang che “la vendita o l’invio di armi a Mosca viola diverse risoluzioni dell’Onu”. Lo ha detto il portavoce del dipartimento di Stato Usa Matthew Miller in una conferenza stampa annunciando che Washington continuerà a imporre sanzioni contro la Corea del Nord. Il treno di Kim Jong-un si avvicina alla Russia, dove dovrebbe incontrare Vladimir Putin e con lui parlare tra l’altro della fornitura di munizioni a Mosca, per continuare il conflitto in Ucraina.

Il Cremlino invece afferma che considera suo “dovere” costruire “buone relazioni reciprocamente vantaggiose con la Corea del Nord, così come con gli altri vicini”. Kim e Putin, ha fatto sapere il portavoce, Dmitry Peskov, si incontreranno per colloqui e una cena formale in onore di Kim. L’agenzia Kcna ha confermato la missione, senza aggiungere altro, in particolare sui tempi. Ma un funzionario di alto livello del governo sudcoreano, che ha voluto mantenere l’anonimato, ha detto all’agenzia Reuters che il treno su cui si muove sempre Kim per le sue trasferte all’estero è partito fin da ieri da Pyongyang in direzione nord-est, verso la frontiera con la Russia, oltre la quale c’è Vladivostok, la principale città russa dell’Estremo Oriente. Proprio a Vladivostok è arrivato Putin per partecipare all’annuale Forum economico dell’Oriente. Lo stesso tragitto era stato percorso da Kim per il suo primo faccia a faccia con Putin, nell’aprile del 2019. E prima di lui per le loro visite in Russia e Unione Sovietica da suo padre e suo nonno, Kim Jong Il e Kim Il Sung.

La Corea del Nord ha infatti legami storici con la Russia ed è stato uno dei pochi Paesi a manifestare sostegno all’operazione militare di Mosca in Ucraina. Agli osservatori, inoltre, non sfugge che quella di questi giorni è la prima visita all’estero di Kim Jong-un dopo la pandemia da Covid. Un evento per il quale ha scelto appunto la Russia anziché l’alleata numero uno, la Cina.

La Casa Bianca la settimana scorsa ha lanciato l’allarme per la possibile vendita di armamenti nordcoreani alla Russia. In particolare, si ritiene che Pyongyang abbia a disposizione vaste riserve di munizioni compatibili con i pezzi d’artiglieria russi. Il New York Times, citando fonti dell’amministrazione americana, ha scritto che Putin cercherebbe di ottenere l’aiuto di Kim per ricostituire le sue scorte di proiettili di artiglieria e razzi anticarro in cambio della cessione a Pyongyang di aiuti finanziari e alimentari, ma anche tecnologie avanzate per i satelliti e per lo sviluppo di sommergibili a propulsione nucleare. Il consigliere per la sicurezza nazionale americano, Jake Sullivan, ha avvertito che la Corea del Nord “pagherà un prezzo se fornirà armamenti alla Russia”. L’incontro di Putin con Kim è “un errore, un gesto di disperazione”, ha affermato la vicepresidente americana Kamala Harris in un’intervista alla Cbs.

I commenti interessati dei notabili Usa non sembra possano frenare lo sviluppo di una “più stretta collaborazione” fra Russia e Corea del Nord “su tutti i fronti” che Putin ha detto recentemente di voler perseguire, anzi l’incentiveranno. La Russia, ha affermato il portavoce del Cremlino Peskov, “continuerà a sviluppare le relazioni” con la Corea del Nord “senza tener conto delle opinioni di altri Paesi”. Uno schiaffo pesante a Biden e ai suoi sostenitori.

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