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Kiev, G7 italiano: Zelensky ringrazia la Meloni per il sostegno, e annuncia una lista di proscrizione dei sostenitori di Putin in Europa

KIEV – Show di Zelensky alla prima riunione del G7 italiano, che si è tenuta a Kiev per volontà della nostra premier Meloni, da sempre schierata a fianco dell’Ucraina. Il presidente attore afferma, ringraziandola: ” E’fuori di dubbio che Giorgia Meloni sia dalla parte dell’Ucraina. Ma in Italia ci sono molti pro-Putin, e prima di tutto dovreste cancellare loro i visti e mandarli via”.
All’indomani del G7 a guida italiana a Kiev, Volodymyr Zelensky suona l’allarme sulle insidie della propaganda russa in Italia e chiede a Roma di fare di più, cercando di influenzare al 100% la politica del nostro Paese. “Anche questa è un’arma per aiutare l’Ucraina”, sottolinea il presidente nella conferenza stampa per il secondo anniversario della guerra. “Stiamo preparando una lista – non solo riguardo all’Italia – sui propagandisti russi. E’ una lunga lista e vogliamo presentarla alla Commissione europea, al Parlamento europeo, ai leader dell’Ue e degli Stati Uniti”, spiega il leader ucraino.

Ma se Zelensky è molto abile nel combattere la guerra attraverso l’informazione, l’andamento del conflitto non è miolto soddisfacente per lui. Tanto che ribadisce la priorità numero uno: il rifornimento continuo di armi per Kiev che ora più che mai torna a insistere sulla necessità del supporto dei partner.
La guerra non offre buone notizie agli ucraini da mesi, mentre le forniture scarseggiano: la metà delle armi promesse dall’Occidente vengono consegnate in ritardo, ha rivelato il ministro della Difesa ucraino Rustem Umerov. Zelensky vede un 2024 “di svolta” per l’Ucraina. E per farlo, Kiev prepara una nuova e “potente” controffensiva sulla quale “c’è un piano chiaro”, ha detto il presidente senza dare ulteriori dettagli. L’auspicio è che vada meglio della campagna dello scorso anno, fallita – è la giustificazione di Zelensky – perché “i piani della nostra controffensiva erano sul tavolo del Cremlino prima che iniziasse”. A sua volta la Russia, è la sua previsione, lancerà una nuova offensiva a maggio o in primavera.
Interviene anche il ministro degli esteri Dmytro Kuleba, che afferma: “La narrativa sulla ‘stanchezza dell’Ucraina’non è basata su prove né sull’evidenza. Gli alleati non si stancano di sostenere l’Ucraina. Questa narrazione è erroneamente amplificata dai media”. “I paesi europei hanno dimostrato una comprensione assoluta – ha aggiunto – delle decisioni che devono essere prese per sostenere l’Ucraina. Gli Stati Uniti non sono ancora in grado di fornire informazioni concrete sugli aiuti futuri. La situazione è complicata e tutti dicono che andrà tutto bene, ma nessuno dice quando”.

In questo quadro di propaganda assillante e martellante, che mira a distruggere la figura di Putin, anche indicandolo come l’assassino di Navalny, una voce stonata viene dal capo dell’intelligence militare di Kiev, Kirilo Budanov. Il quale afferma che sulla base delle sue informazioni l’oppositore russo è deceduto per una morte naturale, ucciso da un coagulo di sangue. Tesi che naturalmente i governi occidentali schierati contro Mosca nonn accettano.

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