Rinnovare le Istituzioni

Melanoma: persi 15.000 anni di vita in Italia per i mancati controlli durante il lockdown dei governi Conte2 e Draghi

ROMA – I guasti della gestione della pandemia (2020 – 2021) in Europa (von der Leyen) e in Italia (Conte2 e Draghi) vengono al pettine, ma nessuna magistratura indaga, i responsabili non sarebbero sovranisti o di destra, quindi meglio sorvolare.

Uno studio internazionale, a cui hanno preso parte per l’Italia i ricercatori dell’Istituto nazionale tumori Fondazione Pascale di Napoli, ha rivelato che tra il 2020 e il 2021, nel pieno dell’emergenza pandemica e delle restrizioni Covid, i controlli ‘saltati’ e i conseguenti ritardi diagnostici e di cura hanno causato la perdita di ben 111.464 anni di vita in 31 Paesi in Europa. Con un costo di 7,1 miliardi di euro. Nello stesso periodo, secondo lo studio pubblicato sulla rivista Jama Network Open, solo in Italia sono andati persi 15mila anni di vita.

Anche per il melanoma più tardi si arriva alla diagnosi, più la malattia progredisce e diventa più complicato curarla. Proprio come è successo – e succede ancora – alle migliaia di pazienti che durante la pandemia, a causa delle restrizioni, della carenza di personale e della paura di ammalarsi di Covid, hanno rimandato lo screening. “Il nostro studio, basato sui dati di 50.072 pazienti europei, stima che in circa il 17% il melanoma sarebbe progredito a uno stadio più alto nel periodo 2020-2021 a causa di soli 2 o 3 mesi di ritardi nella diagnosi o nel trattamento – spiega Paolo Ascierto, presidente Fondazione Melanoma e direttore dell’Unità di Oncologia Melanoma, Immunoterapia oncologica e Terapie innovative dell’Istituto Pascale -. Ci deve allarmare il fatto che, per una sola malattia, si siano persi così tanti anni di vita e che migliaia di pazienti abbiano subito un peggioramento della qualità della vita”.

Il melanoma, il terzo tumore più frequente al di sotto dei 50 anni in Italia: nel 2023 sono state stimate circa 12.700 nuove diagnosi, di cui 7mila tra gli uomini e 5.700 tra le donne. “Una diagnosi precoce è in grado di influenzare in maniera importante la prognosi – conclude Ascierto -. L’aspettativa di vita per i pazienti con melanoma in stadio iniziale raggiunge il 95% a 10 anni dalla diagnosi. Per cui ‘pensiamo’ alla prevenzione. E, soprattutto, agiamo”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *