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Mes, Eurogruppo: presidente Donohe minaccia governo, chiedendo approvazione. Altri Paesi potrebbero utilizzarlo

BRUXELLES – “Rispetto assolutamente e posso capire il punto di vista del governo italiano se dice che non vuole accedere” al Meccanismo europeo di stabilità. “Ma la ratifica del trattato consentirà che il maggior potere del Mes sia messo a disposizione di altri Paesi, che potrebbero invece decidere di volersene avvalere nel futuro. Mi auguro che questo potrà essere considerato all’interno del dibattito in corso in Italia”. Lo ha detto il presidente dell’Eurogruppo Paschal Donohoe in audizione alla commissione Econ al Parlamento Europeo, ponendo sostanzialmente un ricatto al governo italiano, forte dell’appoggio di Gentiloni e delle sinistre italiane, che spingono contro l’interesse nazionale..

“Sono in contatto con il ministro Giorgetti per quanto riguarda la situazione del Trattato Mes” e la sua ratifica, “oggetto di una grande discussione” in Italia, ha sottolineato Donohoe. “Se ne è discusso sia all’interno del Mes che nell’Eurogruppo”, ha ricordato. La ratifica del Trattato del Mes “deve essere discussa nel Parlamento italiano. A breve sarà discusso comunque formalmente”, ha anche segnalato. Il tema “ha una grande visibilità nella politica italiana” e “capisco che sia una questione spinosa per la politica italiana. Detto questo, è molto importante dire che anche se un governo decide di non voler accedere alle disponibilità future possibili del Mes, con la ratifica di questo Trattato questi stessi strumenti sarebbero disponibili anche per altri governi ed altri membri dell’area euro”. “Rispetto poi al motivo per cui è importante la ratifica di quel trattato – ha concluso -, il motivo è che offre una maggiore rete di sicurezza anche alla nostra valuta comune, soprattutto in caso di eventuali future difficoltà e questo non può che essere a vantaggio di tutti”.

Sulle recenti decisioni della Bce ha aggiunto, “siamo tutti consapevoli delle conseguenze delle decisioni della Bce. Queste sfide vanno valutate rispetto all’alternativa. L’alternativa è che se non si riduce l’inflazione in Europa, in particolar modo nella zona euro, ci ritroveremo ad essere più poveri. Se non riusciamo a riportare l’inflazione all’obiettivo di medio termine della Bce, le conseguenze che questo avrà sugli standard di vita nell’Unione europea. Si faranno sentire nei prossimi anni. Quindi penso che siano necessari provvedimenti per evitare uno scenario di questo genere”.

Intervenuto anche sul tema dell’accordo sulla riforma del Patto di stabilità, Donohoe ha detto infine di essere fiducioso sulla possibilità di trovare un punto d’incontro anche se “ci sarà moltissimo lavoro da fare”. I maggiorenti Ue scatenati a favore dei Paesi collegati alla Germania, ma molto tiepidi, anzi assenti, quando si tratta di schierarsi a nostro favore per risolvere i problemi dell’immigrazione. Di quest’Europa non sappiamo che farcene. “L’è tutto sbagliati, tutto da rifare!” direbbe Gino Bartali

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