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Navi Ong: giudice di Ragusa conferma sanzioni contro Mare Ionio. Cassazione annulla con rinvio condanne per l’assalto alla Cgil

RAGUSA – Sono passati solo pocho giorni da quando le Ong che inondano l’Italia di clandestini con le loro navi esultavano perché il Tribunale di Trapani aveva deciso che la loro attività di trasporto dei presunti naufraghi non doveva considerarsi aiuto all’immigrazione clandestina, ma regolare azione di salvataggio, ma in pochi giorni la situazione è mutata, sempre ad opera di togati operanti in Sicilia,

Questa volta il giudizio del giudice di Ragusa ha colpito duro una Ong attivissima nelle traversate del Mediterraneo, la cui imbarcazione era stata fermata sulla base del decreto Piantedosi. Oltre a confermare il fermo amministrativo dell’imbarcazione utilizzata della Ong «Mediterranea Saving Humans» per raccogliere i migranti, il giudice civile del Tribunale di Ragusa Claudio Mangioni ha constatato l’inadeguatezza dell’imbarcazione che risulta non omologata per i salvataggi in mare. La nave, quindi, dovrà restare bloccata fino al termine dei 20 giorni di fermo amministrativo oltre a pagare un’ammenda di 10mila euro.

Il giudice ha stabilito di rigettare l’istanza di sospensione dell’efficacia del provvedimento di fermo amministrativo in quanto non appaiono sussistenti i profili di periculum dedotti dai ricorrenti a sostegno dell’istanza cautelare». Ma ha constatato anche l’inadeguatezza di una Mare Jonio non abilitata al servizio di salvataggio in quanto omologata esclusivamente per le attività di rimorchio, rimozione di oli minerali e trasporto di carichi. Le attività di raccolta dei migranti svolte dalla Mar Jonio sarebbero dunque illegali.

C’è un giudice in Sicilia….. Questa pronuncia, se facesse scuola, ma ne dubitiamo vista la prevalenza di “toghe democratiche”, metterebbe fuori gioco una gran parte delle navi Ong non abilitate al salvataggio.

ROMA – Un’altra notizia “giudiziaria” letale per compagni, abituati a godere delle protezione delle toghe, arriva dalla Corte di Cassazione che ha annullato con rinvio le condanne inflitte in secondo grado ai nove attivisti che avevano assalito la sede della Cgil e avevano scelto il rito abbreviato per difendersi dalle accuse relative ai disordini del 9 ottobre 2021 a margine di una manifestazione dei No Green Pass. La Corte di appello di Roma aveva confermato le condanne degli imputati per devastazione, ma secondo la Cassazione è necessario tornare in secondo grado poiché ci sono “carenze di motivazione di entrambe le sentenze in ordine alla ricostruzione dei fatti sotto il profilo del turbamento dell’ordine pubblico, oggetto giuridico della fattispecie”. Evidentemente i giudici romani di appello avevano stangato gli indagati soprattutto per la loro appartenenza politica. Notiamo che molto spesso invece le devastazioni operate da centri sociali, antagonisti e simili non vengono colpite così duramente, ma che, proprio ieri, la stessa Cassazione ha confermato la condanna a 23 anni di reclusione per l’anarchico Alfredo Cospito, a favore del quale si sono sprecate, invano, le proteste anche violente dei baldi giovani e menio giovani scesi a migliaia in piazza.

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