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Parigi: morto a 90 anni Toni Negri, ideologo e protagonista degli Anni di Piombo. Fondò Autonomia operaia

PARIGI – E’morto a Parigi la notte scorsa, all’età di 90 anni, il filosofo e docente Toni Negri, storico leader di Autonomia Operaia durante gli Anni di Piombo. La notizia, annunciata ad alcuni media dalla moglie Judit Revel, è stata confermata all’ANSA da Oreste Scalzone, ex leader di Potere Operaio e punto di riferimento a Parigi dei fuorusciti italiani di quegli anni. Tutti impuniti, grazie alla dottrina Mitterrand, e sfuggiti alle pene comminate loro dalla giustizia per reati di sangue. Le vittime giacciono, i loro parenti si macerano nel dolore e i carnefici campano, protetti dai fidi compagni.

Negri era nato a Padova il primo agosto 1933 ed è stato fra i più importanti teorici della sinistra extraparlamentare e del marxismo operaista, già a partire dalla fine degli Anni Sessanta. Nel 1973 fondò Autonomia Operaia, di cui sarà leader e principale teorico fino alla sua dissoluzione, nel 1979. Nel 1983 Negri venne eletto deputato con il Partito Radicale con oltre 13mila preferenze, ma nel settembre dello stesso anno si rifugiò in Francia perché coinvolto nei processi del “7 aprile” ai militanti di Autonomia Operaia. Rientrò in Italia l’1 luglio 1997 per scontare la condanna definitiva di 12 anni. Dal 1999 (dopo soli 2 anni) gli venne concessa la semilibertà, nel 2003 quella totale.

Naturalmente si sprecano i ricordi elogiativi dei suoi compagni della sinistra. “Ciao Toni, Maestro, Padre, Profeta. Hai attraversato il deserto. Ora c’è il mare. Ma resterai per sempre”. Così Luca Casarini, ex leader dei Centri sociali del Nordest, adesso vicino ai vescovi e a Papa Francesco, ricorda la figura di Toni Negri. “Al di là di tutto di Toni Negri rimane il suo rilievo culturale e intellettuale che spero venga ricordato anche dai suoi nemici”, ha detto all’ANSA il filosofo Massimo Cacciari. E un altro dei leader della sinistra estrema, Nicola Fratoianni: “C’è stato un tempo in cui per partecipare al dibattito del movimento dovevi aver letto il suo ultimo libro. C’è stata una generazione che ha letto il mondo con le categorie con cui l’ha raccontato Toni Negri, filosofo e comunista. Ho avuto la fortuna e il piacere di conoscerlo. Un abbraccio ai suoi cari.”

Diverso il giudizio da destra: “”Dispiace che Toni Negri sia morto ma è stato un cattivo maestro in un’epoca drammatica. Le responsabilità maggiori di gente come Negri riguardano tanti giovani che si persero nella lotta armata andando ben oltre i recinti della democrazia”, afferma il vicecapogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Alfredo Antoniozzi.

Il ministro della Cultura del governo Meloni, Gennaro Sangiuliano ha affermato: “”Toni Negri fu un cattivo maestro perché, dopo il ’68, il passaggio dal movimentismo giovanile alla pagina buia degli anni di piombo, con il terrorismo di destra e di sinistra, causò tante vittime innocenti. In termini giuridici, poi, una cosa è l’espressione delle idee, un’altra è la pratica materiale della violenza”.

Anch’io ho incrociatoToni Negri a Padova, negli anni 2006 – 2008 quando tornò nella città del Santo a esaltare e difendere ancora una volta le sue idee e le sue indicazioni, in base alle quali negli anni passati abbiamo pianto tanti lutti. Da rappresentante dello Stato non posso certo conservarne un ricordo positivo.

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