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Pesaro: Mattarella esalta la cultura, antidoto al pensiero unico. Ma in Italia è monopolizzata dalle sinistre

PESARO – “Tanti verranno a Pesaro per incontrarvi, per conoscere il vostro patrimonio storico-artistico. E’ una conseguenza di quella circolarità della cultura che non sopporta restrizioni o confini, che pretende il rispetto delle opzioni di ogni cittadino, che respinge la pretesa, di pubblici poteri o di grandi corporazioni, di indirizzare le sensibilità verso il monopolio di un pensiero unico. Se la cultura è sapere, creatività, emozione, passione, sentimento, ebbene, è il presupposto delle nostre libertà, inclusa quella di stare insieme”.

Così Sergio Mattarella, all’inaugurazione di Pesaro capitale italiana della cultura 2024. Peccato che il Presidente dimentichi inconsciamente (ma non poteva fare accenni in tal senso, non sarebbe stato politicamente corretto) che la cultura in Italia (case editrici, film, teatro, tv ecc.) è monopolizzata dalle sinistre e in particolare dal Pci- Pd, che da molto tempo ha conquistato una netta supremazia in questo campo. E non appena qualche esponente del centrodestra si azzarda a giocare le sue chances, si grida subito al pericolo del risorgente fascismo, al minculpop e così via.
Mattarella ha parlato alla presenza del sindaco Matteo Ricci, uno dei primi cittadini di punta del Pd, molto attivo nei talk show e nel combattere prima Berlusconi, poi Salvini e Meloni. Un comune e un sindaco a fianco del quale il Capo dello Stato si sente completamente a suo agio. Anche in questo caso domina incontrastata l’ipocrisia, ma in Italia ci siamo abituati, purtroppo, da molti anni.

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