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Sanremo e Pd: derive antiebraiche e negazioniste delle Foibe. FdI attacca Schlein e Conte

ROMA – Polemiche per le prese di posizione e le affermazioni di alcuni artisti sul palco del festival di Sanremo, esclusivamente a favore dei palestinesi. Ieri sera il cantante Ghali ha dichiarato sul palco: “Stop al genocidio”. Immediata e decisa la reazione dell’Ambasciatore d’Israele: “Ritengo vergognoso che il palco del Festival di Sanremo sia stato sfruttato per diffondere odio e provocazioni in modo superficiale e irresponsabile. Nella strage del 7 ottobre, tra le 1200 vittime, c’erano oltre 360 giovani trucidati e violentati nel corso del Nova Music Festival. Altri 40 di loro, sono stati rapiti e si trovano ancora nelle mani dei terroristi”: lo ha scritto su X l’ambasciatore israeliano in Italia Alon Bar. “Il Festival di Sanremo avrebbe potuto esprimere loro solidarietà. È un peccato che questo non sia accaduto”.

Gli artisti di sinistra hanno potuto fare il loro show antigoverno e anti Israele. Proprio nello stesso giuorno nel quale Schlein e Pd e Conte e M5S hanno completamente ignorato il ricordo delle Foibe. Dopo il Giorno del Ricordo tutto lo stato maggiore di Fdi punta il dito contro Elly Schlein e Giuseppe Conte che “non hanno trovato il tempo di dire neanche una parola” sulle Foibe”. SI tratta di “un mutismo che appare come un censurabile tentativo di sminuire una pagina terribile della nostra storia”, dice il capogruppo alla Camera Tommaso Foti. “Almeno su una cosa” la segretaria dem e il leader M5s “vanno d’accordo”, ironizza il presidente dei senatori di Fratelli d’Italia Lucio Malan, osservando che “entrambi si sono ben guardati dall’esprimere parole di vicinanza verso i martiri dei massacri, uccisi solo perché italiani in un eccidio che per decenni è stato sottaciuto, occultato perché troppo imbarazzante per chi politicamente aveva solidarizzato con gli assassini”.
Un atteggiamento che la dice lunga sulla deriva antisionista e negazionista assunta recentemente dalle sinistre.

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