Rinnovare le Istituzioni

Scuola: tornano le rivolte studentesche, fomentate da centri sociali e sinistre. A Roma incidenti con la Polizia

ROMA – Tornano le rivolte studentesche, sobillate dai centri sociali e, sotto sotto, anche dal Pd e dalle sinistre, che le tentano tutte per scalzare il governo eletto dagli italiani. Incidenti a Roma con la polizia e proteste anche in molte altre città, compresa Firenze. Puè trattarsi anche di una voglia di anticipare le vacanze di Natale, ma qualcuno soffia sul fuoco, dimentico di passate, tragiche esperienze.

A Eoma la manifestazione più dura e partecipata, con cori, fumogeni, scontri con la polizia, e un messaggio chiaro alle Istituzioni: “Il vostro tempo è finito, ora comincia il nostro”. Sono circa 250 gli studenti che oggi hanno dato vita a un corteo di protesta arrivato quasi davanti a Montecitorio, dove ci sono stati momenti di tensione con le forze dell’ordine. I giovani dei collettivi dei licei romani avevano indetto per una manifestazione al Pantheon alle 17.
“Dalle scuole occupate alle strade. Non ci avete ascoltato. Bruciamo tutto”, il motto dell’appuntamento.

La mobilitazione al Pantheon era stata preannunciata sui social. Ad organizzarla, il coordinamento autonomo di Roma scuole in Lotta, per protestare, ricordano i manifestanti, contro “il silenzio delle istituzioni sulle problematiche degli studenti”. Le tensioni si sono registrate quando i ragazzi hanno tentato di fare un corteo che non era autorizzato. Così dal presidio hanno iniziato la marcia scandendo cori e accendendo dei fumogeni per arrivare alla Camera dei deputati. Lì hanno però trovato il cordone schierato dei poliziotti che avevano chiuso l’ingresso di Piazza del Parlamento, presidiata da numerosi agenti in tenuta antisommossa. Dopo il lancio di fumogeni, bottigliette, e azioni di contenimento da parte della Polizia,che a detta degli studenti avrebbe usato le maniere forti, la situazione è tornata alla calma. “Chiediamo ascolto alle cariche del nostro Paese – hanno ripetuto i ragazzi – Il vostro tempo è finito, ora c’è il nostro”.
I liceali, dopo aver lamentato un’azione dura da parte delle forze dell’ordine, hanno deciso di ripartire in corteo per arrivare davanti la sede del ministero dell’Istruzione e del merito a Trastevere. “Continuiamo a pretendere i tavoli di confronto con il ministero dell’Istruzione, con l’Ufficio Scolastico Regionale e Città metropolitana”, affermano gli studenti gridando al ministro Valditara “poniamo fine al silenzio. Il mondo è nostro”.

Insorge l’opposizione: “Davvero non c’era un modo diverso per fronteggiare gli studenti davanti a Montecitorio che quello di usare i manganelli? Chiediamo urgentemente al governo di dare spiegazioni su quanto accaduto”, dice il capogruppo M5S in commissione cultura alla Camera Antonio Caso. “Non si manganellano gli studenti che protestano. Con loro si parla, non si usa la violenza. Il Governo dia spiegazioni sul perché si usa la mano forte nei confronti di ragazzi minorenni”, scrive sui social il capogruppo democratico in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto. Dichiarazioni contro governo e polizia ancge da Nicola Fratoianni e dai verdi sinistra.

Le sinistre cercano di esasperare il clima, rischiando di far ripiombare l’Italia nel clima di lotta sociale stile post sessantottino. Non hanno imparato la lezione, ma, come al solito, se magistratura e Alte istituzioni repubblicane non sono sufficienti a eliminare il governo nemico, si ricorre ad altre armi, anche a costo di rovinare il Paese pur di riconquistare il potere perduto.

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