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Usa: Trump condannato nel processo “Stormy Daniels”

NEW YORK – Donald Trump è stato giudicato colpevole nel processo intentato contro di lui per i pagamenti all’attrice di film porno Stormy Daniels. Il verdetto raggiunto all’unanimità a New York dopo due giorni di camera di consiglio dai 12 membri della giuria. “E’ stato un processo farsa, è una vergogna. Sono un uomo innocente”, il primo commento del tycoon fuori dall’aula, dove ha annunciato che “continuerà a combattere”. “Il vero verdetto sarà il 5 novembre”, ha aggiunto, riferendosi all’ Election Day per le presidenziali Usa. In ogni caso il tycoon farà appello e quindi ci vorranno mesi, se non anni, per la conclusione della vicenda. Esulta ovviamente per il “soccorso giudiziario” Joe Biden che afferma: “C’è un solo modo per tenerlo fuori dalla Casa Bianca, andare a votare”. Puntando ovviamente sul riflesso negativo che il caso avrà sul voto degli indecisi, che potrebbe essere decisivo ai fini delle elezioni presidenziali.

Il contrasto fra giustizia e politica è acceso non soltanto negli Usa, ma anche in Italia, dove il clima fra magistratura e politica è surriscaldato dalle riforme del governo di destracentro e in particolare dalla separazione delle carriere. Contro la quale i magistrati minacciano lo sciopero.

Intanto, dopo il caso delle indagini su esponenti del Pd in Puglia, altre procure, qualche settimana prima delle elezioni, con provvedimenti amplificati dalla stampa progressista, hanno inquisito e arrestato esponenti del centro destra. E’ ormai nota la vicenda ligure, con Toti agli arresti domiciliari, ma adesso Il Fatto Quotidiano ci informa che a Prato è stato arrestato il comandante Carabinieri, ma – aggiunge il giornale di Travaglio – nel corso dell’inchiesta sarebbe uscito il nome del sottosegretario Giorgio Silli, parlamentare di Noi Moderati, che però non sarebbe indagato. Il Fatto Quotidiano riferisce testualmente, a tal proposito, che uno degli indagati “avrebbe anche ricercato rassicurazioni circa un interessamento, per il tramite di un esponente politico, per evitare il trasferimento dell’ufficiale ad altra sede, che però non ha sortito l’effetto sperato”. Il Corriere Fiorentino riferisce che il sottosegretario sarebbe stato sentito dai pm in proposito come teste.

Tutto serve per cercare di orientare il voto degli elettori, in vista della tornata delle europee e amministrative, nelle quali è interessato anche il comune di Prato, che sembrerebbe in bilico fra destra e sinistra.

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