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Zelensky: “La situazione sul campo si complica”. Scholz: “All’Ucraina armi a patto che non si colpisca il territorio russo”

KIEV – Colpita da nuovi bombardamenti russi, la situazione sul terreno ucraino si “complica ogni giorno di piu'” per le truppe di Kiev. “Il momento e’ difficile a Bakhmout, Vougledar, Lyman e in altre regioni “, ha detto Volodymyr Zelensky nel suo quotidiano messaggio alla nazione. Era stata la Difesa ucraina, poco prima del messaggio, a entrare nel dettaglio, indicando che “il nemico si sta riorganizzando in alcune aree e concentrando i suoi principali sforzi nelle operazioni offensive a Kupyansk, Lyman, Bakhmout, Avdiivka e Novopavlivka”.

Nella regione di Donetsk, un”massiccio” fuoco di artiglieria ha colpito Avdiivka, sulla linea del fronte orientale, dopo che Kramatorsk, altro obiettivo russo, era stata colpita durante la notte da razzi. Nelle ultime 24 ore, nella sola provincia meridionale di Zaporijjia, i proiettili sono caduti su “infrastrutture civili” situate nei territori di 26 localita’. E le bombe sono cadute di nuovo su Kherson. Quanto a Bakhmout, e’ stato respinto “un attacco degli invasori”, inseguiti dai soldati ucraini dopo che un pattugliamento aereo ne aveva svelato “l’intenzione di mettere a punto un assalto” contro la città.

SCHOLZ – Le armi fornite dall’Occidente all’Ucraina non colpiranno il territorio russo: lo ha assicurato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, al cancelliere tedesco, Olaf Scholz, che ne ha riferito in una intervista a Bild am Sonntag. “Su questo punto c’è accordo”, ha detto Scholz, rispondendo alle preoccupazioni sul prossimo impiego nel conflitto di carri armati Leopard e di missili a lungo raggio.

E’ stato il Pentagono ad annunciare che potrebbero essere inclusi nel nuovo pacchetto di aiuti militari missili in grado di colpire un obiettivo a 150 chilometri di distanza, e dunque dietro le linee del fronte russo. Quanto ai carri armati, ne arriveranno “tra 120 e 140” da diversi Paesi, tra cui 14 dalla Germania. “Insieme con i nostri alleati – ha spiegato Scholz – li forniamo all’Ucraina affinche’ possa difendersi, e con loro, a cominciare dagli Stati Uniti, abbiamo valutato attentamente ogni consegna di armi. E’ un approccio comune che evita un’escalation della guerra”.

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