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Migranti: nuovo piano in 15 punti della Commissione Ue inviato ai 27 Stati membri

BRUXELLES – Ursula von der Leyen ha inviato una lettera che illustra un nuovo progetto per l’immigrazione a tutti i leader Ue in vista del summit straordinario del 9-10 febbraio. Nell’allegato la presidente presenta un piano in 15 punti, il primo dei quali prevede di «rafforzare le frontiere esterne attraverso misure mirate da parte dell’Unione»: tra queste c’è la «mobilizzazione di fondi Ue per aiutare gli Stati membri a rafforzare le infrastrutture per il controllo delle frontiere». La parola “infrastrutture”, viene precisato, non comprende la costruzione di muri, per i quali la Commissione nega ogni intervento di sostegno. Per contrastare i flussi lungo la rotta balcanica, l’Austria aveva chiesto di finanziare con i fondi europei (2 miliardi) la costruzione di una barriera tra Bulgaria e Turchia, ma la sua richiesta non è stata accolta.

Oltre al rafforzamento dei controlli alle frontiere esterne, la presidente della Commissione propone anche di aumentare «il supporto per le attrezzature e la formazione» per Tunisia, Egitto e Libia, che dovranno «rafforzare le loro capacità di ricerca e soccorso» nel Mediterraneo. C’è anche l’idea di avviare partnership con Tunisia ed Egitto per contrastare la tratta di esseri umani attraverso pattugliamenti congiunti composti da poliziotti e magistrati europei.

Nei Balcani sarà rafforzata la presenza di Frontex e «nella prima metà del 2023» verrà lanciato un progetto pilota per istituire hotspot in cui eseguire le cosiddette “procedure di frontiera” che prevedono un esame accelerato delle domande d’asilo alle frontiere Ue, con relativo rimpatrio rapido per chi non ha diritto.
Von der Leyen vuole poi stringere accordi con i Paesi d’origine – usando la leva dei visti e degli accordi commerciali – per costringerli a riprendersi i loro connazionali. Ma al tempo stesso dice che bisogna intensificare i corridoi umanitari e avviare progetti «per attirare lavoratori qualificati.

Uno dei quattro capitoli del piano è dedicato all’equilibrio tra solidarietà e responsabilità, tema di scontro tra i Paesi di primo approdo e quelli del Nord. Von der Leyen chiede di accelerare con il piano per la redistribuzione dei richiedenti asilo, in modo da aiutare gli Stati che come l’Italia subiscono più degli altri la pressione degli sbarchi. Ma in parallelo avvierà un monitoraggio sui movimenti secondari e sulla corretta applicazione dei trasferimenti dei cosiddetti “dublinanti” nei Paesi di primo approdo, in collaborazione con l’Agenzia europea per l’asilo.

La questione immigrazione è «una delle principali sfide globali della nostra epoca» – scrive la presidente nella lettera – ed è in cima alla lista delle questioni per le quali i cittadini si aspettano una forte risposta da parte dell’Ue.

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