Rinnovare le Istituzioni

Istituzioni Ue: Michel attacca von der Leyen, non è stata imparziale

BRUXELLES – In vista delle elezioni del prossimo week end volano gli stracci fra i due massimi esponenti della istituzioni Ue. Non è certo un segreto che non corra buon sangue fra Charles Michel e Ursula von der Leyen. “La Commissione europea deve essere imparziale. Lo dicono i trattati fondativi”, ribadisce il presidente del Consiglio europeo Charles Michel, sostenendo che al contrario “la Commissione attuale, ormai in scadenza, non lo sia stata”. Il politico belga chiude dunque il proprio mandato con un attacco chiaro verso la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, pur senza nominarla.
“Se sei visto come eccessivamente politico, potresti essere visto come meno imparziale”, ha detto Michel ai giornalisti a Bruxelles, sottolineando come questa mancanza di imparzialità porti a usare due pesi e due misure, che è esattamente la critica su cui stanno giocando Russia, Iran e Cina a livello internazionale e nel Sud del Mondo per far passare l’Europa come incoerente e dunque indebolirla.
Un esempio è la risposta frammentaria data dai Paesi europei alla guerra in Ucraina e soprattutto a quella tra Israele e Hamas, che non ha visto un blocco unito e compatto prendere una direzione ma i vari Stati andare in ordine sparso. La posizione della Commissione è stata vista come politicizzata e secondo Michel non è quello di cui c’è bisogno, quanto piuttosto di “un’Unione politica, un’Unione geopolitica”, perché c’è “una differenza”.
Anche la modifica dei Trattati per rendere più efficace il processo decisionale e la risposta alle crescenti sfide di un mondo in policrisi, ventilato da von der Leyen nel suo Discorso sullo Stato dell’Unione del 2022 e poi rimasto lettera morta, trova Michel in disaccordo: “Sarebbe uno stupido errore”, perché significherebbe aprire “un vaso di pandora”.
I negoziati sui trattati infatti sono per loro natura molto complessi, e sono anche un’occasione per gli Stati membri per ritagliarsi nuove priorità e nuovi spazi. Inoltre, implicherebbero difficili dibattiti nazionali, ha sottolineato Michel. Meglio piuttosto, per il presidente del Consiglio europeo, sfruttare pienamente le possibilità, attualmente inespresse, offerte dal Trattato di Lisbona (firmato nel 2007, ha modificato il Trattato sull’Unione europea e il trattato che istituisce la Comunità europea, ripartendo competenze tra Unione e Stati membri, rafforzando il principio democratico e la tutela dei diritti fondamentali, ndr). E partire da qua.
Le critiche di Michel arrivano in un momento molto delicato per la politica tedesca, in cerca di un secondo mandato alla guida della Commissione europea. Pochi giorni fa sono state chieste le dimissioni, sue e di tutti i commissari, in relazione allo scandalo Pfizergate e dunque all’assegnazione al colosso farmaceutico americano della importantissima commessa per la fornitura dei vaccini anti covid durante la pandemia.
Vedremo le conseguenze per la prossima tornata di nomine, visto che la conferma di von der Leyen comincia a traballare.

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