Rinnovare le Istituzioni

L’Europa della “maggioranza Ursula” ha aggravato le crisi nelle regioni in difficoltà. Il fallimento della politica di coesione

BFRUXELLES – Nelle zone più disagiate dell’ Europa la crisi del 2008 non è mai finita. Permane a distanza di oltre un decennio, soprattutto in quelle regioni degli Stati membri che già prima della crisi finanziaria globale facevano fatica a tenere il passo con il resto dei sistemi-Paese. Anche a causa della successiva crisi, causata dala guerra in Ucraina, che ha aggravato le condizioni economiche e sociali dei 27 Stati dell’Unione europea.

Il IX rapporto sulla politica di coesione della Commissione europea, più che sui risultati conseguiti, accende i riflettori su quelli non ottenuti: “Nel complesso, dieci anni dopo la crisi finanziaria del 2008, oltre un quarto della popolazione dell’Ue viveva ancora in regioni in cui il Prodotto interno lordo reale pro-capite non era tornato ai livelli pre-crisi“.
Nella lista dei Paesi più in affanno figurano gli Stati del sud. La situazione “include l’intera popolazione della Grecia e di Cipro, l’80 per cento della popolazione italiana”. Per lo Stivale le difficoltà a riemergere dalla crisi si concentrano in particolare “nelle regioni meridionali”, confermando una volta di più i problemi strutturali del Mezzogiorno d’Italia e un divario nord-sud mai colmati e anzi cresciuti.

Un altro fallimento dell’Europa della maggioranza Ursula, che ha rivolto tutte le sue attenzioni e dispensato energie a profusione a sostegno dell’UIcraina, mentre si sono abbandonate al loro destino le regioni e le popolazioni europee in difficoltà. Una maggioranza fallimentare che Schlein e soci vorrebbero riproporci dopo le prossime elezioni europee.

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